«Poteri speciali e soldi contro lo smog»

Sabrina Cottone

Formigoni è pronto a chiedere a Roma poteri antismog e fondi già stamattina, durante la riunione del tavolo Milano guidata da Enrico Letta. Al sottosegretario alla presidenza del Consiglio il governatore sottoporrà ancora una volta la particolare situazione della Regione, povera di vento e incassata nella Pianura Padana. E come prova più evidente, ecco la domenica a piedi diventata indispensabile proprio alla vigilia dell’incontro. Oggi entreranno anche in azione 250 nuovi agenti con una preparazione speciale per controllare e sanzionare chi non rispetta la legge sugli impianti di produzione industriale e nelle case.
Il presidente della Regione si appella a Palazzo Chigi: «È necessario che il governo nazionale faccia la sua parte in questa lotta contro l’inquinamento, sia stanziando i soldi necessari che concedendo poteri mirati, ovvero la possibilità di emanare norme speciali». Prima fra tutte quella che colpisce l’inquinamento da traffico alla fonte, ovvero lì dove le automobili vengono prodotte. «Chiediamo al governo di poter vietare la vendita di veicoli diesel senza filtro antiparticolato. La richiesta che facemmo giace ancora in Parlamento».
A gennaio, come già confermato, ci sarà un’altra domenica di blocco perché grazie al provvedimento si risparmiano 2,5 tonnellate di emissioni di polveri sottili. «La battaglia contro l’inquinamento sarà ancora lunga e impegnativa» avverte il governatore. Formigoni boccia però le targhe alterne proposte dal presidente della Provincia, Filippo Penati: «Servono provvedimenti intelligenti, che stimolino comportamenti virtuosi, e le targhe alterne non lo sono perché colpiscono indiscriminatamente tutti i veicoli, inquinanti e non inquinanti, e riducono il traffico di non più del 20 per cento. Parlo in base all’esperienza. Le abbiamo adottate due volte e tutti conclusero che non funzionavano».
I motivi per cui la Lombardia ha bisogno dei «poteri mirati» sono concreti: «Sappiamo che, con Milano in particolare, è la Regione messa peggio in Europa dal punto di vista della dispersione di polveri sottili». Considerate le particolari condizioni climatiche, «noi agiamo sul fattore-produzione e stiamo lavorando da anni su questo versante: produrre meno polveri sottili». Ma è necessario poter intervenire con leggi più severe: «Chiedo poteri mirati perché i cittadini si trovino di fronte a provvedimenti che li obblighino». Un discorso che vale anche per le case automobilistiche: «Ci hanno seguito in parte, poi hanno ripreso a produrre i veicoli inquinanti perché non c’è una legge che lo impedisca. Ma dalla Lombardia, che ha il parco circolante più alto, con 7,5 milioni di auto, ed è un mercato ricco, possiamo cambiare la politica delle case produttrici»
Formigoni rivendica i provvedimenti strutturali proposti e introdotti dalla Regione, a partire da quelli in arrivo e cioè che dal prossimo inverno le auto e le moto pre-euro saranno definitivamente fuorilegge. Un divieto di circolazione che riguarderà un milione di auto e 600mila moto. Sono già operative dal primo novembre le 8 ore di divieto giornaliero per le auto pre-euro. Tra gli altri interventi mirati sul traffico, misure che favoriscano i veicoli meno inquinamenti (metano, gpl, euro4). La Regione è poi intervenuta sul riscaldamento: «Siamo l’unica regione che ha messo fuorilegge gli oli pesanti e a disposizione fondi per cambiare gli impianti di riscaldamento».
Come sempre, arriva anche l’appello alla coscienza dei cittadini e degli imprenditori. «Servono comportamenti individuali, che cambino anche la cultura della nostra vita: utilizzare di meno il mezzo di trasporto privato, ridurre la temperatura in casa. E c’è bisogno del contributo delle imprese e della ricerca, con tecnologie più avanzate in modo che si mettano in vendita, in ogni settore, motori o meccanismi meno inquinanti».