«Potevamo far saltare due stazioni del metro»

Ieri in Corte d’assise al processo a sei terroristi Zouaoui Chokri, il primo pentito «islamico», ha ripetuto le dichiarazioni rese in istruttoria. Il tunisino ha indicato nuovamente date e obiettivi scelti dalla cellula milanese pronta a colpire quattro anni fa alla fine del Ramadan. Il nordafricano ha spiegato che era già pronta una Renault 14 verde da imbottire con il plastico fatto arrivare da Firenze. L’auto sarebbe stata poi usata contro un obiettivo da scegliere tra Questura, Comando provinciale dei carabinieri, stazioni del metrò di Duomo e Centrale, ma anche il Duomo di Cremona. Dopo le sue dichiarazioni le misure di controllo sono state ulteriormente potenziate. E nell’estate del 2004 il questore Paolo Scarpis inviò a tutti i suoi dirigenti e ai comandanti dei diversi corpi di polizia una circolare riservata, redatta in base alle segnalazioni dei servizi segreti, che indicava anche nei parcheggi delle forze dell’ordine e nella stazione di Cadorna altri possibili bersagli da colpire, appunto con un’auto bomba.