Povera Elisabetta senza soldi i suoi castelli cadono a pezzi

Le spese reali sono cresciute a dismisura. E il governo decide di tagliare i finanziamenti. I costi della sovrana nel 2007: 40 milioni di sterline

da Londra

La scure del «credit crunch» si abbatte perfino sulla Regina. E Elisabetta, da brava sovrana vicina ai suoi sudditi, fa un po’ quello che fanno tutti in questi tempi di grave difficoltà economica. Rinuncia ai lavori di ristrutturazione delle sue numerose dimore. Di certo non rischia ancora di farsi riprendere la casa da qualche banca a cui non ha pagato puntualmente la rata del mutuo, ma anche lei ha i suoi problemucci regali.
Mantenere in buono stato dei castelli non è cosa che si può risolvere con qualche migliaio di sterline tanto più che si tratta di edifici vecchi di secoli. C'è sempre qualche tetto da rifare, gli impianti elettrici da mettere a norma eppoi quel problemaccio dell’amianto da rimuovere un po' dappertutto che sennò gli ambientalisti amici di Carlo chi li sente. A quanto pare però, almeno nel futuro immediato non se ne parla neppure di far lavori in casa visto che i conti della Famiglia Reale sono in rosso e che il ministero del Tesoro ha appena congelato i finanziamenti previsti per la manutenzione di Buckingham Palace, il castello di Windsor e le altre abitazioni reali per i prossimi tre anni. Del resto anche quelli del governo bisogna capirli.
Soltanto nello scorso anno Elisabetta e famiglia sono costati ai contribuenti due milioni in più dello scorso anno, per un totale di 40 milioni di sterline (circa 50 milioni di euro). Causa del vertiginoso aumento sarebbe stato un pacchetto «vacanze - visite ufficiali» che nel 2008 ha portato le spese per i viaggi oltre i sei milioni di sterline. Peraltro, anche se si fosse rivelata più parca nei voli transoceanici, sembra che Elisabetta non avrebbe potuto comunque permettersi di decorare le State Rooms di Buckingham Palace che pure non vengono rinfrescate da quando lei è salita al trono, nel 1952. Il rapporto dello Stato finanziario delle casse reali appena pubblicato ha infatti rivelato un buco per ben 32 milioni di sterline relative al mantenimento dell'immenso patrimonio immobiliare.
A lanciare l'allarme è stato sir Alan Reid, responsabile dell'Appannaggio Reale. Insomma, l'ultimo resoconto ha dimostrato senza ombra di dubbio che anche l'aumento del tasso d'inflazione è qualcosa a cui perfino una regina deve badare e pazienza se le stanze del suo castello mostrano molte più rughe di lei. Secondo quanto riportato ieri da alcuni tabloid come il Daily Mail, in realtà Elisabetta sarebbe furiosa per lo stop imposto dal governo ai finanziamenti, ma l'esecutivo non ha alcuna intenzione di ritornare sui propri passi. E a nulla sembra essere servita la precisa risposta di sir Reid che aveva fatto notare come la monarchia britannica costi alla fine 66 pence a suddito, meno di due pinte di latte. I più critici hanno fatto osservare di rimando che nei quaranta milioni stimati non vengono inclusi per esempio i costi per i servizi di sicurezza che potrebbero far lievitare la spesa per la famiglia reale fino a 150 milioni di sterline annue. Il tesoriere di Elisabetta avrebbe chiesto al governo di concedere 4milioni di sterline in più all'anno per consentire almeno i lavori più urgenti a Buckingham Palace e a Windsor ma il governo di Gordon Brown ha risposto picche. «Le nostre richieste di ulteriori finanziamenti non hanno avuto successo e questo ci ha lasciato molto delusi - ha detto Sir Alan nel presentare la relazione annuale - quel denaro è veramente necessario». Secondo Reid i fondi negli ultimi 12 anni non sono mai stati incrementati. Ma forse l'aspetto più controverso emerso dal rapporto rimane quello relativo alle spese di viaggio. Tanto per fare un esempio, la visita di un pub nella regione della Cumbria del principe Carlo è costato 18mila sterline.
Per la visita di cinque giorni della Regina e consorte negli Stati Uniti sono state necessarie 415mila sterline più un extra di altre 23mila per un volo in elicottero perché Sua Maestà voleva vedersi il Kentucky Derby.