Per la povera Italia la speranza è giallorossa

L’Italia chiama, la Roma risponde. È questo il preambolo della terza sfida di Euro2008, cui gli azzurri s’erano presentati con l'etichetta di campioni del mondo dimenticando che nel frattempo erano trascorsi due anni dalle notti magiche tedesche. E, soprattutto, che le altre nazionali erano cresciute. Domani con la Francia Roberto Donadoni non farà di necessità virtù, ma si rivolgerà alla colonia giallorossa per salvare la pelle dallo scorticamento che potrebbe rischiare in caso di flop pure con i transalpini. Non è escluso che si possa vedere in campo pure Alberto Aquilani, mezzala corteggiata dai maggiori club europei eppure relegata in panca contro Olanda e Romania.
Strana situazione quella del ragazzo lanciato in prima squadra da Luigi Delneri in una delle più disgraziate stagioni romaniste degli ultimi anni e valorizzato appieno da Luciano Spalletti: al primo allenamento nel ritiro azzurro, Gianluigi Buffon (e non l’ultimo degli arrivati) se n’è innamorato al punto di esclamare un sincero «non possiamo fare a meno di Alberto» per la capacità di verticalizzare l’azione, la visione di gioco, la maestria nei lanci e, non ultima, la «botta» dal limite. A fargli posto potrebbe essere Pirlo, un fantasma nelle prime due uscite.
Dici Aquilani e la mente volge inevitabilmente al compagno di reparto Daniele De Rossi, altro elemento tenuto in naftalina dal ct della nazionale. Che, per gratificare quelli che avevano contribuito a raggiungere la qualificazione europea, ha trascurato chi avrebbe potuto rendergli la vita meno complicata. Ma benedetto figliolo - questa la critica - con Cannavaro infortunato e una difesa pressoché inesistente, lo vuoi mettere un uomo-diga a centrocampo come Danielino? Macché, Donadoni è andato dritto per la sua strada e adesso si affiderà al centrocampista di Ostia per forza di cose. Da un centrocampista all’altro, ecco Simone Perrotta, indispensabile nello schieramento tattico spallettiano, panchinaro in Svizzera. Diamine - signor Roberto - fino a prova contraria Aquilani, De Rossi e Perrotta formano l’asse strategico del centrocampo vicecampione d’Italia e lei che fa? Gli preferisce chi non è riuscito neanche ad agguantare la zona Champions League? Che poi - bisogna aggiungere - quello della Roma è il vero centrocampo campione d’Italia, visto e considerato che non ci sono italiani nella mediana interista.
Finisce qui? No, c’è da rammentare che l’unico giallorosa chiamato in causa in entrambe le partiti di euro2008 (Christian Panucci) è l’unico ad averla messo dentro finora, alla faccia dell’attacco atomico. E all’esperienza dell’«anziano» Christian s’è affidato (per fortuna) il bistrattato quarantacinquenne di Cisano Bergamasco quando s’è accorto di non avere a disposizion e un centrale all'altezza dopo i primi 90 minuti disputati da Materazzi e Barzagli. E non ci dimentichiamo di chi Trigoria l’ha frequentata a lungo, quell’Antonio Cassano che viene invocato ora come l’unico che può accendere la luce nella nazionale spenta delle due uscite svizzere. E la considerazione sul Pibe di Bari illumina la mente su un particolare da calciofili veri: gli ultimi sei gol segnati dagli Azzurri nella rassegna del vecchio continente hanno tutti la firma di un romanista: Totti nella semifinale contro gli olandesi a Euro2000 (ricordate il rigore a cucchiaio? Per la cronaca, quello fu il penultimo rigore, ma l’ultimo venne sbagliato da Maldini); Delvecchio (stesso Europeo) nella finale contro i francesi; due volte Cassano e una Perrotta (che sarebbe sbarcato in giallorosso poche settimane dopo) in Portogallo, quattro anni fa; Panucci l’altra sera contro la formazione allenata da Piturca. Sarà un caso? Donadoni rifletta, per favore.