Povera Italia umiliata dalla Grecia

Diecimila persone guardano l’Italia del basket uscire dall’Eur di Roma con addosso il cappotto al 30 di agosto, a quattro giorni dall’inizio di un europeo dove faremo fatica a trovare un posto anche per il torneo di qualificazione olimpica, che nel 2008 si giocherà a Singapore. Cappotto e mascherina di una banda bassotti non tanto per la statura, ma per l’atteggiamento mentale, come ha dimostrato la Grecia che, pur non spingendo mai al massimo, ci batte 73-52, con un primo quarto da vergogna (17-5). Male in tutto, ma il disastro è cominciato nella testa. Bargnani non ha trovato una giocata decente e in difesa è diventato presto carta velina. Belinelli ha deciso di interpretare solo il copione del tiratore senza mai avere un dubbio, peccato che gli avversari che aveva contro non abbiano mai avuto la preoccupazione di affrontarlo quando provava a difendere. Disastro individuale e collettivo e non si capisce davvero cosa ci faccia Garri in quella squadra che appare sperduta perché sa di non avere un regista in grado di farla camminare. Fingiamo di credere che Azzurra ha voluto soltanto mascherarsi per arrivare ad Alicante, alla prima partita di lunedì prossimo contro la Slovenia, trattata come una povera cenerentola a cui gli infortuni di Rocca, Gallinari e Galanda hanno tolto ogni speranza. Intanto Recalcati ha ufficializzato altre tre convocazioni per l’europeo (Mancinelli, Di Bella e Bargnani, che era in dubbio per le condizioni fisiche). Restano due posti.