Poveraccio Michael Douglas A caccia di tesori finisce nelle fogne

Se il grande papà Kirk cercava 500mila dollari nell’Arizona del 1883, il decadutissimo figlio Michael va alla ricerca di un antico tesoro spagnolo nella California d’oggi. Cambiano i tempi, e, ahinoi, anche i copioni e gli attori. In quel lontano (1970) Uomini e cobra di Joseph L. Mankiewicz c’era anche il flemmatico sceriffo zoppo Henry Fonda a tener testa all’occhialuto bandito Douglas senior, ora ad assecondare i folli progetti di Douglas junior c’è tale Wills Burks II. La storia di Alla scoperta di Charlie (che brutto titolo rispetto all’originale King of California) scritta e diretta dal debuttante Mike Cahill, sta in piedi faticosamente e la si può prendere già come un saldo di fine stagione. Torna a casa dopo due anni di ospedale psichiatrico il maturo Charlie, mollato da quel dì dalla moglie e accolto con affetto e preoccupazione dalla figlia sedicenne Miranda (Evan Rachel Wood), cameriera in un McDonald. La ragazza ha il suo bel daffare a tenere a bada l’ingovernabile genitore, convinto che là sotto, da qualche parte, sia sepolto il tesoro di tale padre Torres, un esploratore spagnolo del Seicento. Le ossessive ricerche, con tanto di ruspa affittata a spese della macchina della figlia, dei mobili di casa e dell’amato contrabbasso, lo portano in un ipermercato. Uno scavo destinato a concludersi nelle fogne. Insomma, una commedia squinternata, con poco capo e ancor meno coda, che scivola di continuo sul sogno americano mentre tenta di far convivere umorismo e voglia di tenerezza. Michael Douglas, invecchiato da una folta barba, ispira più pena che simpatia, facendo ampiamente rimpiangere quei manicomi che si tenevano ben stretti gli ospiti irrecuperabili.

ALLA SCOPERTA DI CHARLIE di Mike Cahill (Usa, 2007) con Michael Douglas, Evan Rachel Wood. 88 minuti