«Poveri ma belli», tuffo nel passato

ALLESTIMENTO Grande impianto scenografico con oltre 230 costumi per la Roma dell’epoca

Tra le vie di una Roma popolare e genuina, alla ricerca dell'amore, confidando nell'amicizia che solleva dalle difficoltà della vita quotidiana. Forse una storia semplice, eppure una storia vera. A tal punto che da sempre conquista il pubblico. Lo fece ai tempi dell'originale di Dino Risi, quando Poveri ma belli, nel 1956, raccolse i sopraccigli alzati della critica e, di contro, gli applausi convinti della gente. Il neorealismo si trasformava nella commedia all'italiana, e nasceva un genere che, ancora oggi, ha il suo posto d'onore nella storia del cinema italiano. Il classico di Risi, nella sua versione teatrale firmata da Massimo Ranieri e musicata da Gianni Togni, torna sul palcoscenico dopo il successo della passata stagione: in cartellone al Teatro degli Arcimboldi dal 30 dicembre al 3 gennaio e dal 14 al 17 gennaio (ore 21, info: 02-641142212, www.teatroarcimboldi.it), il musical Poveri ma belli è la continuazione di un rapporto creativo tra Ranieri e Togni, che anni fa produsse un altro successo teatrale musicale, Hollywood Ritratto di un divo. «Ormai facciamo squadra in modo naturale - spiega Gianni Togni, cantautore da qualche tempo votatosi alla scrittura di musical, con solidi consensi anche all'estero -. È stato Massimo a contattarmi per dare forma musicale a questa bellissima storia, che recupera personaggi e situazioni del film ma che li trascina in un altrove generico. La Roma del lungometraggio di Risi era come un acquerello, quella del musical potrebbe essere qualsiasi città; in scena è rappresentata da un intreccio urbano di strutture in ferro. Io poi mi sento un predestinato: sono nato proprio nel 1956, nell'anno di uscita del film, che tra l'altro per molte scene fu girato sotto casa mia. Non potevo proprio dire di no». La storia è quella dei due aitanti, simpatici e un po' gradassi plebei Romolo (qui interpretato da Michele Carfora) e Salvatore (Antonello Angiolillo). Amici per la pelle, si sfidano per conquistare il cuore della bella Giovanna (Emy Bergamo), troppo sofisticata per loro, mentre le rispettive giovani sorelle spasimano l'una per il fratello dell'altra. Ovviamente, per tutti, in fondo a questa sfida ci sarà un'utile lezione di vita. Il musical, scritto da Massimo Ranieri con Massimiliano Bruno ed Edoardo Falcone, si affida a un grande allestimento scenografico (oltre 230 i costumi) e a un rapporto strettissimo tra caratterizzazione dei personaggi e musica. «Ho pensato di avvicinare uno stile musicale a ogni personaggio - spiega Gianni Togni, che per quest'opera ha composto 34 motivi musicali, di cui 24 canzoni -. I ragazzi sono jazz, le ragazze sono pop e rock, ci sono balletti che rimandano agli anni Cinquanta, c’è cha-cha-cha, mambo e anche commenti sinfonici, soprattutto nei cambi di scena. Abbiamo registrato le musiche a Praga, con un'orchestra di 80 elementi». Per Togni - che nel 2010 festeggia i trent'anni del suo più celebre successo discografico, Luna, e per questo ripubblicherà tutto il suo catalogo per Universal - il musical è una cosa decisamente seria: in Svezia il suo Garbo The Musical (dedicato alla vita della divina Greta) ha raccolto uno straordinario consenso. «Lassù mi sono fatto un nome in questo genere - conclude Togni -. Quell'opera la realizzai per il Teatro Stabile di Stoccolma. Ora sto scrivendo un'opera rock che parlerà della sete di fama e dei rischi del successo».