Povero Ancelotti: circondato da Abramovich e rimasto senza un solo acquisto

I tabloid londinesi continuano a soffiare sul collo del tecnico italiano, costretto a guardarsi anche dai collaboratori che il suo patron gli ha schierato al fianco. Con molti infortuni e senza rinforzi è costretto a fare i salti mortali

«Voglio restare al Chelsea altri dieci anni». Carlo Ancelotti ha un modo soave per esorcizzare le difficoltà. Specie se queste gli arrivano direttamente dal fronte interno, da Abramovich cioè, e non dai tablopid scatenati dopo che il Chelsea ha infilato una serie di risultati negativi. «Mi sento a mio agio, la squadra sta andando nella direzione giusta,k c'è grande fiducia. E mi chiedo: perchè non dovrei restare qui altri dieci anni dopo aver vinto i trofei dell'anno scorso?» la seconda parte dell'intervento di Carletto.
Che in effetti è stato circondato da Abramovich. Gli ha tolto il suo braccio destro, Ray Wilkhins, che era il suo interpete e collaboratore principale, ha licenziato in tronco Arnesen, che era il ds e gli ha tolto quindi il collegamento con la società. Nel frattempo il tecnico ha dovuto fare i conti con una serie di infortuni cui ha parzialmente rimediato con una rosa che è rimasta quella dei tempi di Mourinho. Pochissimi infatti i ritocchi effettuati sul mercato poichè da due anni il patron del Chelsea ha inaugurato la politica del risparmio rinunciando ai grandi colpi cui aveva abituato allenatori e tifosi in particolare. Tra il voglio restare e la realtà, ci sarà di mezzo oltre che la Manica anche il parere di Abramovich e il futuro dei Blues. Nel frattempo Ancelotti può sempre pensare che la panchina di una nuova Roma sia pronta per lui. Anche se l'interessato manda a dire: «É ancora presto». Sarà.