Il povero Milan a Livorno col mal di trasferta

Fuori casa non vince da 2 mesi. A riposo Maldini, Inzaghi, Vieri e Cafu. Convocati tre primavera

Franco Ordine

nostro inviato a Livorno

Troppi ritardi da colmare. Tutti in una sera che chiude l’anno orribile del Milan, senza scudetto e con le mani sulla coppa dei Campioni per 45 minuti, adesso a meno nove dalla Juventus che giustamente sfotte (rileggere le ultime dichiarazioni di Capello, ndr). Ritardo numero uno: il Milan non vince fuori casa da due mesi giusti giusti, Empoli, sera del 26 ottobre, il precedente, altro mercoledì di campionato, in gol la coppia più rara, Gilardino (due sigilli) e Vieri. Ritardo numero due: il Milan non è più capace di conservare il vantaggio iniziale e se rimonta si lascia nuovamente superare. È successo a Genova contro la Samp e a Verona col Chievo, prima del viaggio a Firenze. Ritardo numero tre: il Milan ha sempre vinto a San Siro, tranne che col Psv (0-0 in coppa Campioni), ha rimediato le sue quattro sconfitte (Genova, Firenze, Chievo più derby) in trasferta. Ritardo numero quattro: Kakà, il migliore dei suoi al momento, ha sempre marcato gol a Milano, mai fuori casa. «Se un certo evento si ripete, vuol dire che non è un caso. Abbiamo studiato qualche accorgimento, speriamo funzioni. A Livorno è una partita chiave» ammette quel brav’uomo di Ancelotti che non è un venditore di fumo.
Troppi ritardi da colmare in un viaggio trappola, a Livorno. Quattro punti su 6 concessi l’anno prima quando pure il Milan tenne il passo della Juve fino all’8 maggio: segno di una sofferenza antica e ripetuta. «Segno piuttosto che il Livorno è una squadra compatta, che ha grande equilibrio a centrocampo e che Donadoni sta lavorando bene» il riconoscimento pubblico verso l’antico sodale che adesso siede sull’altra panchina. Troppi ritardi anche in difesa dove rientra solo Nesta mentre Stam, affaticato, si ferma in panchina, non recupera Maldini, a riposo con Inzaghi, Vieri e Cafu che impongono la chiamata di tre primavera per completare i ranghi. Tocca ancora a Kaladze centrale, contro Lucarelli. «Facciamoci il segno della croce» commenta un vecchio ed espertissimo cronista passato da Milanello a salutare i rossoneri. Milan con gli uomini contati, allora. E col mistero Inzaghi smentito pubblicamente da J.P. Meesserman: «Mai sentito che un massaggio procuri una lesione muscolare» a milanchannel per mettere a tacere una questione (staff sanitario) che sta diventando spinosa. Quasi quanto tutti i ritardi accumulati dal Milan col mal di trasferta.