Povero Pd, basta una Modica vittoria per esultare

Hanno perso ovunque, d’accordo. Però hanno vinto a Modica. Provincia di Ragusa. Patria di Quasimodo, delle fave modicane, di Anna Finocchiaro e del cioccolato amaro. Vuoi mettere? E infatti all’ombra di Walter si stappa la bottiglia buona. «Finalmente un segnale forte da Modica», festeggia il pd D’Antoni. Da Modica «c’è un nuovo spiraglio per il partito», esulta Enzo Bianco. Una volta combattevano per la famigerata modica quantità. Adesso Modica l’hanno avuta ed è comunque stupefacente. Perfino il Corriere incorona la svolta e titola a pagina 6 (prima di Saccà, Mugabe, Cina, Tav e Maroni): «Pd in ripresa, a Modica vince». E non era il Corriere di Modica: è il Corriere della Sera.
Queste sì che sono soddisfazioni. Certo, hanno preso la batosta alle politiche, hanno replicato alle amministrative, hanno fatto ciao ciao al Campidoglio, in Sicilia hanno ceduto tutto ciò che si poteva cedere, dalla Regione alle uniche province che avevano, Enna e Caltanissetta. Però che diamine: il Pd ha strappato Modica. E per giunta neanche con le proprie forze: per imporre il sindaco Buscema, si son dovuti alleare al Mpa di Lombardo. Sacrifici che si fanno volentieri, beninteso, quando si tratta di espugnare una metropoli strategica come questa, i cui tesori vengono puntualmente enumerati da Wikipedia. È qui, a cavallo dei fiumi Pozzo dei Pruni e Janni Mauro, che si decidono le sorti dell’«antica razza bovina modicana». È qui che si compiono le fatali scelte di eco internazionale sulla consistenza della ricotta, la cui sagra «si svolge nel mese di marzo in località Cannizzara». Modica caput mundi. È lì che si rappresentano gli alti interessi di questo «cioccolato amaro dal gusto tondo, vellutato, che persiste, con granuli di zucchero lasciati grossolani che gli conferiscono brillantezza di riflessi». Perché si sa, tutte le strade portano a Modica, dove ogni evento è di portata mondiale, come «u marti, i l’itria», «proseguimento delle festività pasquali che si festeggia nell’omonima chiesetta, gustando i classici cedri denominati piretti». Con queste credenziali, dovremo giocoforza risentirci se il prossimo G8 non decideranno di tenerlo a Modica. Solo oggi ci siamo accorti che in quelle terre si decide il futuro del mondo. È a Modica, del resto, che ha sede l’alto consesso di respiro mediterraneo denominato «Fiera del carrubo», nella frazione Frigintini, in settembre o ottobre, ove «si degustano tutte le specialità a base di carrube: biscotti, gelati, caramelle e lolli (cavatelli cotti in sciroppo di carrube e ricoperti con mandorla tritata abbrustolita)».
Non poteva dunque che ripartire da qui il riscatto del Partito democratico, non possiamo che riconoscerlo: è ora di finirla con queste meschine ironie sulla modica consolazione di Veltroni. Fossimo in Berlusconi, inizieremmo a preoccuparci: siamo sicuri che di questo passo, vittoria dopo vittoria, i veltroniani conquisteranno presto altre cruciali roccheforti, del calibro, che so, di Randazzo (Catania). E lì saranno davvero cioccolati amari.