Powell e Isinbayeva, voglia di record

Un milione di dollari come stella cometa, sei gare per farsi il conto in banca, riecco la Golden League e tutte le sue stelle umane. Partenza oggi a Oslo, conclusione il 16 settembre a Berlino. Belle donne in pedana, un panterone nero a tirare il gruppo degli uomini.
Le donne faranno spettacolo nell’asta e nell’alto: Yelena Isinbayeva, sempre più pin up e regina dell’atletica, quest’anno ha già raggiunto il ventesimo record della serie (4,93 al coperto) ed ora, alla prima uscita all’aperto, comincerà a prendere la rincorsa per i mondiali di Osaka. Il jackpot da un milione di dollari potrebbe esser cosa sua, se qualche diavolo non ci vorrà mettere la coda. O se Asafa Powell, il panterone giamaicano dei 100 metri, sarà così forte e superiore a tutti come la prima uscita (9“97)potrebbe far pensare. Isi si batterà contro se stessa, Powell anche contro il fantasma di Tyson Gay, l’ultimo ritrovato di successo dell’atletica Usa, che per ora evita la sfida in attesa che l’interesse e la posta economica prendano consistenza. Intanto Powell promette gran velocità e magari qualche sorpresa. «L’anno scorso ho corso, qui al Bislett, in 9“96 e 9“98, con una situazione atmosferica migliore potrei correre ancora più veloce. Mi interessa correre sempre sotto i 10 secondi e so di esser in una gran bella condizione». Dunque attenti al cronometro: il 9“77 del record del mondo quest’anno potrebbe crollare.
Visti così, Isinbayeva e Powell sono il meglio che l’atletica e l’estetica dei campioni possano mostrare: fisico e bravura al servizio dello spettacolo. Ma stavolta anche l’harem delle regine del salto in alto è ben fornito: bel gruppo di madame che ha messo il nido sopra i due metri. Compresa l’ultima arrivata fra tanta nobiltà: vero, c’è anche Antonietta Di Martino, la nostra nuova Sara, che dopo il 2,02 di Torino comincerà a prendere confidenza con l’idea di non mettere limite al suo cielo. Sarà una bella compagnia, tutte ragazze europee a dimostrare che la specialità è cosa loro: Kajsa Bergqvist, la svedese regina delle regine, la croata Blanca Vlasic, la bulgara Venelina Veneva, l’ucraina olimpionica Yelena Slesarenko e la campionessa europea Tia Hellebaut. D’accordo, non tutte magnifiche anche nel senso estetico del termine, ma straordinarie quando si catapultano al di là dell’asticella. Saranno tigri e trascinatrici di questa Golden League.
Sempre parlando di donne, ma solo perchè c’è un’altra italiana, varrà la pena seguire i 5000 m. nei quali Silvia Weissteiner incrocerà la campionessa olimpica Defar e le altre ombre nere.
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