Powell-Gatlin, sfida stellare a Roma

L’americano: «Io sono più forte. Asafa subisce la pressione»

Andrea Fanì

Justin Gatlin il freddo: «So che ci incontreremo a Roma». Quel «ci» sta per lui - campione olimpico dei 100 metri all’Olimpiade - e Asafa Powell - primatista mondiale della specialità, 9"77 il 14 giugno proprio sulla pista della capitale greca.
Justin Gatlin il caldo: «Ci sono due cose che ogni atleta sogna da bambino. Vincere l’oro all’Olimpiade e battere il record del mondo. Io ho l’oro olimpico, lui il record...». Non serve altro.
Justin Gatlin a Carson , Los Angeles: è lì per i trials Usa, iniziati ieri, è lì per ottenere un posto ai mondiali di Helsinki, dal 6 al 14 agosto. E prepara la sfida.
Justin Gatlin e Asafa Powell, stessa pista, stesso appuntamento: il Golden gala, Roma, 8 luglio 2005. Ai 100 metri nel meeting della capitale si assisterà al più affascinante duello dalla finale olimpica 2004: oltre ai due già citati, infatti, ci saranno Shawn Crawford - americano, oro ad Atene sui 200 - Kim Collins - di Saint Kitts and Nevis, campione del mondo a Parigi 2003 - l’argento olimpico Francis Obikwelu - nigeriano naturalizzato portoghese - e il ghanese Aziz Zakari, con un personale di 9"99, scusate se è poco, fatto segnare lo stesso 14 giugno nella gara del record di Powell. Per l’Italia ci sarà quel Simone Collio già terzo in coppa Europa a Firenze. Tutti lanciatissimi. Obiettivo: Helsinki.
Gatlin ha vissuto un inizio di 2005 a ostacoli. Una disputa tra il suo allenatore, Trevor Graham, e la North Carolina state university lo ha privato per un paio di mesi della pista dove il 23enne si allena abitualmente. I problemi al tendine di un ginocchio ne hanno rallentato la preparazione. Risultato: Gatlin ha fatto il suo esordio nel 2005 solo il 4 giugno a Eugene, nell’Oregon.
Parentesi: quel giorno in pista c’era anche Powell. Partenza, fiato sospeso, arrivo. Gatlin vincitore (9"84 ventoso) davanti al caraibico. Colpaccio, sottolineato in conferenza stampa: «Sono il campione olimpico, dovevo dimostrare di essere il migliore».
Asafa Powell ha incassato. Come aveva già incassato dopo la sconfitta all’Olimpiade: quinto (9"94), forse vittima dello stress da grande evento.
Ma Powell reagisce. Ha iniziato il 2005 a maggio, a Kingston: primo in 9"84. Cinque giorni dopo la sconfitta di Eugene, il giamaicano innamorato di Roma fa un 9"85 che gli vale la vittoria a Ostrava. Ma Gatlin non c’è.
E Gatlin non c’è nemmeno il 14 giugno, quando Powell rischia di perdere l’autobus che deve portarlo allo stadio - lo sveglia il coach Stephen Francis - prima di ottenere il record mondiale. Un 9"77 perfetto, ginocchia alte, passi lunghi. Ma Gatlin, appunto, non c’è.
Ecco perché la sfida romana acquista significato. Oltre all’eccezionale campo dei partecipanti, c’è curiosità sulla reazione del 22enne caraibico con i grandi nomi che sembra soffrire. Ancora Justin Gatlin ha stuzzicato l’avversario dopo il record mondiale: «Ha fatto una grande gara. Ma riuscirà a fare ancora prestazioni simili correndo con Maurice Green, Justin Gatlin e Shawn Crawford?». Vedremo. Da Atene 2004 è passato un anno.
Intanto si attendono i risultati dei trials Usa, che dovrebbero segnare un ricambio generazionale nelle discipline veloci. Qualche nome: Kerron Clement - 400 ostacoli - Wallace Spearmon - duecentista - e Allison Felix, la ragazza 19enne che sui 200 potrebbe far dimenticare Marion Jones.

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