Powell-Gay, tutto il mondiale in 10 secondi

La sceneggiatura dei mondiali di atletica, scattati ieri nel caldo del Giappone, verrebbe accartocciata alla prima lettura da qualunque produttore cinematografico. Il momento più atteso, quello che in un western sarebbe il duello e in un giallo la rivelazione del colpevole, fiorisce subito, già oggi alle 15.20 italiane, le 22.20 sotto i grattacieli di Osaka, atto finale di quella che è solo la seconda giornata di gare. E durerà una decina di secondi - ma tutti sperano meno - cioè il tempo di stabilire il nome dell’uomo più veloce del pianeta. Una delle corone più ambite verrà messa in palio tra otto finalisti, che verranno selezionati, un paio di ore prima, dalle due semifinali ma, salvo sorpresissime, l’oro sarà conteso fra quei due, Asafa Powell e Tyson Gay, il 24enne giamaicano che detiene il primato mondiale (9"77, registrato tre volte fra il 2005 e il 2006), e il 25enne americano del Kentucky, uomo di punta dello sprint Usa dopo che Justin Gatlin (iridato 2005) è finito in castigo per porcherie chimiche. La trappola potrebbe scavarla uno come Derrick Atkins, che batte bandiera delle Bahamas ed è cugino di secondo grado di Powell, ma i due favoriti hanno gambe lunghe e snelle per saltarla. E mettersi al collo la prima medaglia importante della loro carriera.
Ieri sono arrivati in semifinale facendo jogging nella prima batteria, 10"19 Gay, 10"34 Powell, segnando poi 10"06 e 10"01 in un comodo secondo turno, quando gli azzurri Rosario La Mastra e Simone Collio sono usciti di scena, il primo consolandosi con il suo personale (10"27), il secondo imprecando in tv contro l’antidoping, che l’ha costretto a una lunga attesa dopo la prima prova (10"22), a un rientro in albergo per un pasto precipitoso e una doccia, a un ritorno in pista contratto. Ammirati da vicino i favoriti, i due azzurri scommettono che l’oro andrà al collo di Powell, pantera nera che veste il pettorale 717, numero da jet Boeing di linea, che in estate si può incontrare a Lignano Sabbiadoro, dove trova le condizioni ideali per i suoi muscoli di seta: sveglia all’alba, allenamento alle 7, menu di pollo e frutta, l’aeroporto di Venezia a portata di mano per volare a questo o quel meeting. Nei mesi scorsi, però, non è mai decollato per andare a sfidare direttamente Gay, ha dovuto curare un problema all’inguine e comunque, del possibile grande confronto, si è parlato solo in attesa di oggi. Powell è favorito: ha vinto tutti i cinque precedenti scontri diretti, il rivale dovrà essere al meglio della forma per sentir suonare l’inno americano e un recente guaio al ginocchio non lo aiuta. Ma la fiducia Tyson può trovarla dai tempi firmati in questo 2007, il suo 9"84 di giugno è stato il miglior crono stagionale, firmato poco dopo un 9"76 annullato per vento a favore. Oppure dall’abitudine a nuotare controcorrente: «Ho cominciato a correre per inseguire mia sorella, è tutta la vita che inseguo qualcuno» ha raccontato a Osaka quello che è l’unico sprinter Usa in semifinale. Gay non ha allenatore, perchè il suo guru, Lance Brauman, è «ospite» fino a martedì di un carcere texano per aver gestito in modo disinvolto denaro dell’Università dell’Arkansas. Nell’attesa, Brauman spende i trecento minuti di telefonate mensili per dare direttive al suo pupillo. Oggi sarà, come mezzo mondo, davanti alla tv.
La domenica giapponese vedrà anche il debutto di un’altra star annunciata, la russa Isinbayeva, nelle qualificazioni dell’asta. E assegnerà le medaglie dell’eptathlon, con la svedese Carolina Klüft lanciata, dopo le prove di ieri, verso il suo terzo oro mondiale di fila, e del peso donne, in gara le azzurre Legnante e Rosa, la padovana primatista italiana, un ciclone fuori pedana, vedremo in un mondiale. Kirchler affronterà le qualificazioni del disco, nelle batterie dei 400 metri correrà la Reina. Cercherà anche lei di sfruttare la pista di Osaka, un miracolo tecnologico da un milione e mezzo di euro, capace di un processo di raffreddamento autonomo: dicono sia un nido di record. Ma, in attesa di tempi da miracolo, c’è un miracolo del tempo: nelle prime ore della domenica mattina italiana le batterie dei 100 metri hanno visto esibirsi Merlene Ottey, 47 anni, giamaicana che gareggia per la Slovenia, record di longevità fra le signore dei mondiali. Ne ha disputati otto. Potrebbe essere la madre di Powell e Gay.