Powell «A volte contro Usain credi di aver dimenticato come si corre»

RomaIl fulmine Usain, il rivale Asafa, la promessa bianca Christophe. Il Golden Gala vivrà un «100 metri» stellare (dei big manca solo Tyson Gay). Se Bolt si dice nervoso per la lunga assenza dalle gare - ma le quote dei bookmakers esteri riportate da Agipronews lo danno vincente a 1,15 -, se Powell fa altrettanto pensando alla prima vera sfida dell’anno, il francesino Lemaitre appare più spavaldo, quasi che il ruolo di terzo incomodo nel «derby» giamaicano gli stia un po’ stretto.
«Attento, perchè mi vedrai arrivare!», il messaggio che il 21enne, primo atleta bianco a scendere sotto i 10 secondi, invia all’iridato di Trelawny dagli schermi Rai. Usain gli ha consigliato di concentrarsi su se stesso e non guardare gli altri per poter arrivare ai vertici. L’atleta di Annecy campione europeo in carica ribatte: «So di poter essere fra i primi tre al mondo, lo dicono i miei tempi. Credo che non mi farò mai prendere troppo dalla pressione e penso di avere un’ottima preparazione anche se Bolt, al momento, è di un altro livello. Passo dopo passo, crescerò anch’io. In questa stagione correrò più i 100 che i 200 ma ai Mondiali spero di cimentarmi su entrambe le specialità».
Asafa Powell ha incrociato Bolt nella sala ristorante dell’Ata Hotel Villa Pamphili che ospita tutti gli atleti. Una veloce chiacchierata sulla sfida di stasera. «Normale che da parte di entrambi ci sia un po’ di nervosismo - così Powell, battuto 8 volte su 9 sfide da Usain - io ho gareggiato a Shanghai ma il primo confronto diretto è un appuntamento importante, a volte hai quasi la sensazione di aver dimenticato come si corre contro un avversario così. Se lui è favorito? Non può sempre correre in 9’’58 (il suo primato del mondo, ndr). Come ci si sente a essere numeri uno? È bello così come essere il numero due, anche se si cerca sempre di tornare primi». Sorride infine quando gli fanno notare la nuova muscolatura del connazionale, comunque inferiore alla sua: «Non ho guardato Usain abbastanza da vicino, ma so che sta lavorando molto in palestra e potrebbe essere positivo per lui».
Curiosità per l’esordio di Andrew Howe nei 200 al Golden Gala. «Spero che quest’anno farò parlare molto di me - così l’azzurro tornato ad allenarsi a Rieti dopo gli stage invernali a Doha e Los Angeles -. Nella prima parte della stagione mi sono concentrato sulla velocità e a Roma vedremo i primi risultati. Fisicamente sono da 7 e mezzo». Lo segue come un’ombra la mamma-allenatrice Renée, che il 16 settembre sarà sposata a Vigna di Valle dal papà pastore. Infine la Vlasic, ormai di casa all’Olimpico ma stasera orfana del duello con la Di Martino: «Peccato, avere avversarie forti è sempre uno stimolo in più».