Pozzanghera (finta) per sguazzare (davvero)

Per avvicinare i più piccoli al mondo dell'arte è indispensabile un solo accorgimento: coinvolgerli. Ad esempio, invitandoli a sguazzare e saltare nel bel mezzo di una pozzanghera che reale non è, ma è frutto di un'installazione ricercatissima del celebre Studio Azzurro. Provare per credere: grandi e piccini ne rimarranno affascinati. Non si spiega altrimenti il successo della mostra «La pozzanghera. Micropaesaggio interattivo per bambini» in corso al Palazzo dell'Arengario di Monza (fino al 30 novembre, ingresso libero) che ha totalizzato ad oggi quasi cinquemila presenze. Studio Azzurro, un marchio di fabbrica del mondo dell'arte contemporanea nato dall'idea, nei primi anni Ottanta, di Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi, ama muoversi sul delicato confine della sperimentazione e della tecnologia. È nata così l'idea di una pozzanghera molto speciale, sponsorizzata dal comune di Monza e da Babygella: si tratta di un'installazione creata da videoproiettori che riproducono sul pavimento dell'Arengario le immagini di una pozza d'acqua tutta virtuale. Difficile però capire che si tratta di una costruzione artificiale frutto della fantasia e della tecnica dello Studio Azzurro: la pozzanghera reagisce proprio come se fosse vera, con schizzi d'acqua virtuali quando viene calpestata. Non basta: quando i bambini o visitatori si avvicinano alla superficie dell'installazione, la pozzanghera produce suoni che fanno vibrare la sua superficie, proprio come accade nella realtà. E per rendere l'esperienza ancora più coinvolgente per i ragazzi, è possibile portare a casa un ricordo di questo «schizzo virtuale» sotto forma di disegno.