Pozzi d’acqua dall’Italia per aiutare Gaza

Il gruppo di volontariato civile ricostruisce gli impianti idrici per favorire il rientro alla normalità. Aiuti anche alla Banca del sangue<br />

E' presente anche l'italiana GVC Onlus - Gruppo di Volontariato Civile nella lista, stilata dalle Nazioni Unite, delle ONG che forniranno aiuti alla popolazione civile di Gaza. L'accesso ai corridoi umanitari sarà consentito non appena cesserà il fuoco, e nel frattempo, GVC si sta attivando su due fronti per cercare di risolvere le emergenze più gravi: l'acqua potabile e la necessità di sacche di sangue. Nel primo caso, è impegnata a ricostruire i pozzi d'acqua e gli impianti idrici distrutti dai bombardamenti; nel secondo è tesa a sostenere l'acquisto di reagenti e materiali di consumo per la raccolta e la conservazione di sacche di sangue che verranno distribuite dalla Banca del Sangue di Gaza a tutti gli ospedali che ne faranno richiesta. In particolare, GVC è impegnata da oltre dieci anni sul fronte della ristrutturazione della Banca del sangue di Gaza, che nacque nel 1971 con lo scopo di sopperire alla forte richiesta nella Striscia di sacche sicure e testate. L'insufficienza numerica delle sacche raccolte nei centri governativi a fronte dei crescenti bisogni dell'area aveva infatti dato vita a un mercato nero del sangue: le sacche non solo venivano vendute a caro prezzo ma non offrivano alcuna sicurezza sulla qualità del sangue in esse contenuto. E' per questo motivo che un gruppo di medici e tecnici di laboratorio, oltre che a numerosi semplici cittadini, si sono uniti per creare nella Città di Gaza un primo Centro di raccolta sangue. Per questa attività di sostegno a Gaza GVC ha avviato una raccolta fondi, che è possibile sostenere (le indicazioni sul sito www.gvc-italia.org).