Pozzi, l’imprenditore che «dipinge» gli arredi

Ama da sempre il basso profilo: a 18 anni, quando fa il militare in artiglieria da montagna occupandosi dei muli, lo chiamano addirittura «sottocoperta». Ed anche adesso, che non è più un giovincello essendo del 1941 ed avendo quindi 66 anni, Angelo Pozzi, imprenditore brianzolo della seconda generazione, continua a preferire l'understatement. Uno stile di vita che curiosamente coinvolge anche i parenti e la stessa azienda di famiglia, la Pozzi Arosio. Che non è, come tutti immaginano, l'unione tra il signor Pozzi e il signor Arosio ma l'unione tra il nome del fondatore, Alfredo Pozzi, con quello del Comune, Arosio in provincia di Como al confine con la provincia di Milano, dove hanno sede gli stabilimenti. E che non è più un'impresa qualsiasi come lo era mezzo secolo fa producendo vernici per i mobilieri della Brianza ma un gruppo che ha sostanzialmente due anime in quanto controlla anche la società Saip, leader nella progettazione e costruzione di impianti per l'impiego del poliuretano nei diversi campi di applicazione, dall'edilizia alla refrigerazione industriale. E che ha cambiato pelle dando fiato all'innovazione con una quindicina di brevetti.
La trasformazione. In definitiva, chiarisce Angelo Pozzi, da «azienda di sole vernici ci siamo trasformati in un gruppo che fornisce tecnologia principalmente per l'arredamento ed ora anche impianti che decorano gli interni di auto, navi, aerei».
Quello della decorazione è l'ultimo step di questa evoluzione. Grazie ad un film sottilissimo e idrosolubile acquistato in Giappone, i tecnici della Pozzi Arosio hanno elaborato un impianto completamente automatizzato in grado di decorare superfici tridimensionali in plastica, metallo, legno, radiche, marmi, graniti e altri materiali. Anzi, questa è l'unica tecnica che consente la stampa su articoli dalle forme mosse. Questa tecnologia si chiama Dip Print e viene utilizzata per i cruscotti delle auto, gli arredamenti navali e l'oggettistica. Invece con la tecnologia Roll Dec si possono decorare in continuo superfici piane con la possibilità di trafilatura. Quindi dai pannelli per l'edilizia ai coppi per i tetti sino agli arredamenti navali. Il processo principale di decorazione avviene in una vasca piena d'acqua e sulla cui superficie viene disposto il film. Sono quindi immersi nell'acqua i prodotti (oltre 400 i motivi di decorazione, dalle fantasie floreali ai disegni geometrici) ed entro pochi secondi la decorazione aderisce ad ogni lato o spigolo riproducendo fedelmente il disegno originale. Proprio questa settimana è stato siglato un accordo con la Toyota Usa per realizzare un progetto ecocompatibile che riguarda i cruscotti delle auto: utilizzare il film in modo che contenga già lo strato di vernice finale.
La storia. Asciutto, alto un metro e ottantaquattro, ottavo di dieci fratelli ma il più giovane dei quattro fratelli maschi, Angelo Pozzi è figlio di Alfredo il quale nel dopoguerra commercia in vernici. E dal momento che la Brianza è in quegli anni zeppa di mobilieri, lui vende vernici per la finitura del legno dei mobili. Finché nei primi anni Cinquanta si mette a produrli in proprio nello stesso magazzino di Arosio destinato fino ad allora solo alla vendita. Anzi, nel capannone realizza e vende vernici, in quegli anni molto infiammabili in quanto ad alcol, al piano di sopra ci abita con la numerosa famiglia. Alfredo, scomparso nel 1987 a 85 anni, è un tipo molto dinamico nel senso che lavora ma non pensa solo al lavoro. Diventa anche sindaco di Arosio per una lista civica, facendo poi di tutto, dal messo comunale al vigile. È poi grande amico di don Gnocchi, il quale arriva guidando una Vespa ad Arosio dove c'è Villa Borletti trasformata in ricovero per i mutilatini di guerra. Quando c'è bisogno, papà Pozzi li trasporta con il furgoncino a Pessano, ad una ventina di chilometri, dove sorge un'altra sede utilizzata da don Gnocchi, ed ogni domenica ne ospita a pranzo quattro o cinque. Mettere tutti a tavola è a volte un'impresa. E allora lui adotta un metodo semplice: suona una campana e per chi giunge in ritardo, ricorda Angelo, «sono dolori».
I primi passi. Angelo Pozzi studia tre anni per diventare perito chimico, prima a Milano e poi ad Intra. Ma non prende il diploma in quanto, dice, «mi rodeva il cuore stare lontano da casa. I miei facevano sacrifici per mandare anche le ragazze a scuola e in collegio; inoltre i miei fratelli lavoravano già tutti in azienda e allora si lavorava anche di domenica. Quindi ho preferito fare la mia parte». Raggiunge così in azienda Carlo, Abramo, Sandro. Ed in effetti il lavoro non manca: già c'è tutta una evoluzione nel mondo delle vernici e poi Angelo, il quale sin dall'inizio sta dietro all'innovazione, mette a punto una pistola che spruzza vernice ma lasciando un film di due-tre millimetri. Ed è grazie a questa soluzione che viene superato un problema di quegli anni: il formarsi delle bollicine di vernice.
Le tappe. La Pozzi Arosio diventa quindi esclusivista della Montecatini per il poliuretano. E col passare del tempo è il poliuretano a prendere sempre più peso all'interno dell'azienda. Si comincia a costruire macchine per miscelare il poliuretano. Dalle macchine a bassa pressione si passa a quelle ad alta pressione. E dall'idea di vendere macchine si passa all'idea di vendere tecnologia. Ma se il poliuretano manda progressivamente in soffitta le vernici, non resta comunque l'unica attività della Pozzi Arosio, spinta in maniera quasi ossessiva da Angelo a guardarsi sempre attorno. Ottiene dalla Ciba Geigy l'esclusiva per la vendita di resine epossidiche finalizzate alla produzione di stampi per l'utilizzo dei propri sistemi poliuretanici; viene sviluppato per la Ideal Standard un nuovo concetto del sedile sanitario, fornendo un guscio polimerico in cui viene schiumato il poliuretano, il Polylac; nel 1993 è acquisita la Saip, una società nella zona di Inverigo, nata una quindicina d'anni prima per fornire assistenza agli impianti di poliuretano, diventata in seguito produttrice di macchine e di impianti per l'impiego del poliuretano. Impianti utilizzati in settori diversi: dai pannelli di isolamento nell'edilizia ai frigo nella refrigerazione industriale, dai sedili e dai volanti delle auto ai prodotti che imitano il legno nell'arredamento. Oggi il gruppo ha 60 dipendenti (il grosso alla Saip) e un fatturato di 17 milioni di euro di cui il 70% grazie all'export.
Azienda e famiglia. Sposato con Anna Longoni, figlia del concessionario di piazza Castello, a Milano, dell'Olivetti, padre di Luisa e di Marco, Angelo Pozzi è nonno, si definisce un «ex focoso diventato col tempo molto calmo», mostra un interesse particolare per una sua cascina di 15 ettari realizzata già nel 1800 all'interno del parco Lambro, piena di daini e di sorgenti naturali di acqua, ed insieme al fratello Sandro, responsabile dell'amministrazione del gruppo, è ormai l'unico a rappresentare la seconda generazione mentre sono già cinque gli esponenti della terza: Walter, 1966 e laurea in scienze politiche, guida la Saip; Alfredo detto Dedo, 1967, segue la Pozzi Arosio; Luisa detta Gisa si occupa dell'estero; Massimo è a capo della produzione del poliuretano; Donatella è in amministrazione. E pur predicando sempre il basso profilo, ad Angelo piace mettere in evidenza come l'azienda stia lavorando solo con poliuretani ecocompatibili, stia sviluppando macchine speciali per l'isolamento di tubi e giunti sottomarini, stia studiando decorazioni nel vetro. Ed abbia un ufficio ricerca con una decina di persone tra ingegneri e periti chimici. Dice: «Mai avuto un finanziamento».
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