Pozzo contro Spalletti: non è da medaglia d’oro

Marcello Di Dio

da Roma

È un episodio a condannare la Roma – la deviazione di De Rossi sul tiro di Muntari - ma di fatto i giallorossi falliscono il primo vero test del campionato per saggiare il loro reale valore. Premesso che un pareggio sarebbe stato più giusto, la squadra di Spalletti non è stata incisiva come ci si poteva attendere alla vigilia. Così l’Udinese passa all’Olimpico, in maniera meno fragorosa di dieci mesi quando si impose per 3-0, e si ritrova a punteggio pieno dopo due giornate, la Roma continua il suo digiuno casalingo di vittorie (i tre punti mancano dal 20 febbraio) e Spalletti, oltre a perdere la prima partita contro Cosmi, si becca l’ennesima stoccata dal patron friulano Pozzo.
Ma la notizia della giornata è il ritorno in campo di Antonio Cassano: al suo ingresso applausi scroscianti, segno di una pace ritrovata con i tifosi. Spalletti lo fa scaldare già dopo il gol dell’Udinese, poi lo inserisce a inizio ripresa: nei 41 minuti giocati regala qualche buona invenzione - come un pallone servito a Totti e ciccato dal capitano della Roma - senza però fare la differenza. «Il suo ingresso ha dato velocità alla squadra, un buon segnale per noi», sottolinea il tecnico giallorosso. Che decide di buttarlo nella mischia insieme a Nonda per dare vigore a un attacco nel quale Montella non sembra in giornata. Per ora il barese è rimandato, giovedì avrà forse l’occasione di giocare titolare in Coppa Uefa contro l’Aris Salonicco.
Serse Cosmi fa uno sgarbo alla sua Roma («ma è stucchevole ricordare che sono tifoso giallorosso ogni volta che vengo qui»), portandosi a casa i tre punti ma anche la maglia di Cassano. «L’avevo promessa a mio figlio, lui è talmente romanista che odia tutte le altre squadre, compresa quella che alleno io», confessa l’allenatore dell’Udinese. Che confeziona una partita magistrale dal punto di vista tattico: primo tempo, nel quale di fatto mette le mani sulla partita, con il temuto tridente d’attacco Di Michele-Iaquinta-Di Natale («volevo giocarmi la partita e dimostrarlo alla squadra») che disorienta una Roma comunque pericolosa, come dimostrano le occasioni capitate a Montella; secondo tempo nel quale inserisce Vidigal che rinforza il centrocampo, si difende con ordine e riparte ogni tanto di rimessa e soprattutto trova un De Sanctis in giornata di grazia, con quattro interventi decisivi. «È stato bravissimo – sottolinea Cosmi – durante il nostro black-out a inizio ripresa. Ma la Roma ha un volto diverso rispetto all’anno scorso, farà un campionato da protagonista».
E se l’Udinese si conferma squadra solida e cinica, la differenza la fanno comunque due episodi: il clamoroso errore di Montella sotto porta al 28’ (il bomber giallorosso sembra avere le polveri bagnate) e il tiro di Muntari deviato involontariamente in porta da De Rossi al 32’. Un gol che fa girare la partita a favore di Cosmi, Totti dopo un ottimo primo tempo accusa la stanchezza e si spegne, mentre gli esterni Mancini e Taddei non sono incisivi come a Reggio Calabria. E anche gli ingressi di Cassano e Nonda non cambiano le carte in tavola. «È stato un pomeriggio sfortunato, ma siamo solo all’inizio», dice l’amministratore delegato Rosella Sensi, mentre Spalletti è convinto che «già a Livorno domenica prossima ci riprenderemo quanto perso all’Olimpico, l’atteggiamento è quello giusto per far bene».