Il Ppe dice basta «L’Europa deve finire qui»

nostro inviato

a Bruxelles

Fino a dove arriva l'Europa? Fino alla Vistola. Ancora un pizzico turbati - per la maggior parte - dall'annuncio giunto da Lussemburgo del «via» alle trattative coi turchi, i Popolari europei (Ppe) riunito l'altra notte il bureau politico del gruppo nel castello di Genval, hanno deciso che non se ne può più di marciare di allargamento in allargamento. E a precisa domanda del presidente del gruppo, il tedesco Hans Gert Poettering hanno risposto che la Ue finisce in Polonia. Si mettano il cuore in pace bielorussi, ucraini, moldavi e quant'altri. Per loro, se del caso, solo partenariati privilegiati.
Un coro unanime nel summit del maggior partito dell'Europarlamento - 268 deputati di 53 diverse formazioni - a differenza che su altre questioni in cui l'avvento della Ue a 25 ha seminato non pochi impicci procedurali ma anche politici. Più sofferta, ad esempio, la questione del dialogo con l'Islam, posta dal vice-presidente del gruppo Cesa (Udc) che a questo punto, complice il dialogo coi turchi, diviene fondamentale. Non tutti erano d'accordo, ma alla fine è prevalso un largo sì: proprio Cesa guiderà un gruppo di lavoro che dovrà contattare i singoli governi arabi per aprire un canale di comunicazione. Si inizierà a Bruxelles a metà novembre con un mega-convegno al quale è stato invitato il presidente della Lega Araba e molti esponenti islamici, senza parlare degli ambasciatori di tutti i paesi interessati.
Qualche distinguo, ancora, sulle prospettive finanziarie - con tedeschi e italiani seccati coi britannici che reclamano tagli alle politiche regionali (ex-Ddr e Mezzogiorno) definendo Berlino e Roma «la palla al piede» del risanamento. E ancora conservatori inglesi - che al Ppe sono associati e non membri - nel mirino per la pochezza dei risultati del think-tank del gruppo che si era affidato alle cure di un britannico e del quale non si ricordano iniziative di un qualche significato.
Confermato infine che il prossimo congresso si svolgerà a Roma a fine marzo (con le politiche italiane alle porte). Appuntamento in un grande albergo della capitale per l'assise, con appendice al palazzo dei congressi per festeggiare i 30 anni del partito. Star dell'appuntamento, a parte Berlusconi, saranno Aznar (possibile successore del belga Martens alla presidenza), Sarkozy, Schuessel, la Merkel ma anche Kohl e tanti altri. Ma non Francesco Cossiga che dal Ppe si è chiamato fuori. Giallo invece sulla presenza di Mastella: è parte del Ppe, ma sarà al suo fianco a 10 giorni dal voto in cui sarà schierato invece con la sinistra?