Prà, famiglia rom accampata in stazione

In principio vi furono il mare e la spiaggia. In seguito i bagnanti praesi dovettero rinunciarvi e accettare che quel «loro piccolo angolo blu» diventasse la cosiddetta «fascia di rispetto». Odiata da molti inizialmente, grazie a delle giuste modifiche urbanistiche, ha saputo far cambiare opinione di sé: un porticciolo, una chilometrica pista ciclabile, un attrezzato campo da gara per il canottaggio, una nuova stazione ferroviaria e un grande posteggio auto. Già, il posteggio auto, per i pendolari è molto utile come scambio tra le quattro ruote e la rotaia, ma per qualcun altro è diventato un «giardino condominiale».
Ormai è da diversi mesi che un nucleo familiare di nomadi ha trovato in quel posteggio la sua «dimora» preferita; è formato da quattro o cinque camper, per un totale di una quindicina di persone. A seconda della giornata, quei nomadi fanno il bucato o banchettano all'aria aperta, fanno spesa nei bidoni dell'immondizia oppure danno un'occhiata attraverso i finestrini delle automobili. Sono stati allontanati più di una volta ma loro, dopo essere stati nascosti per un po' chissà dove, sono sempre ritornati. E se per buona parte della giornata dei loro camper non c'è traccia, bisogna sempre ricordarsi del detto «casa dolce casa». E dopo poco ecco che ritornano.