Prêtre salta, Gershwin e Ravel restano

Qualche volta può far notizia anche un’assenza, come nel caso di Georges Prêtre, celebre direttore francese, che ha passato l’ottantina in ottima forma, che per ragioni di salute ha dato forfait a Roma, dove era atteso per la stagione di Santa Cecilia. Il programma di Prêtre era dedicato ai suoi amori di sempre: Debussy, Ravel e a un terzo musicista, che però nella locandina del concerto faceva la parte del leone, George Gershwin, con ben due sue opere. Innanzitutto il Concerto in fa per pianoforte e orchestra, nel quale sin dall’inizio, oltre la freschezza dell’invenzione e il colore americano, non sfuggirono le assonanze «raveliane», in fatto di espressività melodica; e la suite da «Porgy and Bess»; poi, dei suoi amati francesi: i «Trois Nocturnes» - manifesto debussyano della concordanza fra natura ed immaginazione - e «La valse», poema coreografico portato al successo dalla famosa Ida Rubinstein, all’Opéra di Parigi, nello stesso anno, 1928, del soggiorno di Gershwin nella capitale francese. Con il direttore ammalato, anche il solista francese che Prêtre si porta spesso con sé, Gabriel Tacchino, ha abbandonato il campo. In quarantott’ore l’Accademia ha dovuto provvedere alla sostituzione. Al posto di Georges Prêtre arriva un altro George, Pehlivanian, libanese; e in sostituzione di Tacchino, lo svedese Peter Jablonski, dopo che anche il nostro Roberto Cominati, chiamato in sostituzione di Tacchino, ha dovuto rinunciare, per un infortunio. Dunque se sono cambiati direttore e solista, invariati restano tutti i concerti previsti dal calendario e con gli stessi orari; la prova generale aperta questa mattina alle 10.30, il cui ricavato va ad Amnesty international; e il Family Concert di domenica 4, ore 12, preceduta alle 11, dall’introduzione all’ascolto. E invariato resta anche l’intero programma, la cui impaginazione, oltre che negli amori musicali di Prêtre, ha qualche altra giustificazione, come i rapporti personali di Gershwin con Ravel. Si sa della richiesta del primo di avere lezioni dal secondo e della risposta assai illuminante del secondo: «Perché vuoi essere un Ravel di secondo livello, se puoi essere un Gershwin di primo?». E si sa anche delle lodi disinteressate del francese nei confronti del collega americano: «Ecco un musicista dotato delle più brillanti, più seducenti e forse più profonde qualità».
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