Il Pra di Genova insorge contro Bersani

Il direttore Carlo Iacometti: «Il Pubblico registro automobilistico è l’unico ente che vive di proprie entrate senza altri aiuti»

«Non capisco perché si debba procedere alla chiusura del Pubblico registro automobilistico - dichiara Carlo Iacometti, direttore del Pra di Genova -, l'unico ente che in Italia vive del proprio lavoro e delle proprie entrate senza gravare sulla fiscalità generale. A fronte di una cosa che funziona bene ora si programma di eliminarla. La situazione dal 1992 è profondamente cambiata e non comprendo dunque l'utilità di creare situazioni nuove che possano danneggiare la tutela dei diritti dei cittadini».
La protesta arriva direttamente dalla direzione provinciale dell'Aci genovese che manifesta il proprio dissenso per l'abolizione del Pra, prevista nel disegno di legge Bersani, sottolineandone le imprecisioni contenute e la confusione generata dallo stesso Ddl.
Spiega Iacometti: «Si parla di foglio complementare, il titolo che accompagnava il veicolo comprovandone la proprietà, ma questo documento non esiste più dal 92 perché sostituito dal certificato di proprietà: prima imprecisione. Seconda: si parla di Motorizzazione Civile ma anche qui c'è bisogno di una rettifica perché già da due legislature non esiste più; le funzioni, le stesse ovviamente, sono garantite dal Dipartimento Trasporti Terrestri che ha sostituito a tutti gli effetti la vecchia Motorizzazione».
L'abolizione del Pra, secondo quanto deciso, eliminerebbe le estenuanti file che gli utenti sono costretti a sopportare. Ma anche su questo punto i dipendenti del Pra esprimono la loro contrarietà.
«Parlano di due file che verranno definitivamente abolite. Ma a cosa si riferiscono? Forse non sanno che il Pra dispone dello Sportello telematico dell'automobilista (Sta), che ha semplificato i procedimenti relativi all'immatricolazione e ai passaggi di proprietà dei veicoli; non ci sono ritardi, il servizio è puntuale e tutti gli adempimenti sono svolti in tempo reale, ci vogliono 15 minuti al massimo».
La cancellazione del Pra, secondo quanto specificato dal disegno legge, dovrebbe far risparmiare 50 euro. Ma anche in questo caso si solleva la polemica e il personale precisa: «I costi delle pratiche automobilistiche sono rappresentati per la maggior parte dal carico fiscale sulle formalità (imposta provinciale di trascrizione e imposta di bollo) che vanno da un minimo di 7,44 euro a un massimo di 20,92 per un passaggio di proprietà. Gli altri 29 euro, per raggiungere il risparmio di cinquanta euro da dove saltano fuori? Si parla inoltre di abolire la categoria del bene mobile registrato e la conseguente scomparsa dell'imposta di registro che arriva direttamente alle casse della Provincia. Così concepita la riforma finirà per creare un buco comunque da colmare prima o poi».