Prada ci riprova: in Piazza Affari nel 2008

Bertelli: «Ora si apre un nuovo periodo della nostra storia» Il gruppo vale 5 miliardi

da Milano

Prada va in Borsa. Il progetto - annunciato nel 2001 e poi caduto insieme alle Torri Gemelle, ma mai abbandonato definitivamente e ritornato d’attualità negli ultimi tempi - è partito ufficialmente: l’approdo a Piazza Affari è previsto nel 2008. Primo passo, la nomina da parte del consiglio di amministrazione dei coordinatori dell’offerta globale: Banca Imi (Gruppo Intesa Sanpaolo, socio della maison col 5%), Ubm (Gruppo Unicredit) e Goldman Sachs, che si occuperanno anche del collocamento presso gli investitori istituzionali, mentre l’advisor legale di Prada Spa sarà Bonelli Erede Pappalardo. Mediobanca sarà invece l’advisor finanziario della controllante (al 95%) Prada Holding, controllata a sua volta dalla famiglia Prada, con Miuccia, presidente e direttore creativo, e il marito Patrizio Bertelli, che della maison è l’amministratore delegato.
«È un nuovo periodo nella storia dell’azienda, una nuova fase di sviluppo a livello globale, sostenuta dal trend di forte crescita dei risultati che abbiamo già iniziato a registrare nel primo semestre di quest’anno - dichiara orgoglioso Bertelli -. «Negli ultimi anni Prada ha condotto con rigore e con successo un processo di riorganizzazione che ha portato all’aumento della redditività e al consolidamento della sua posizione di leadership. Oggi guardiamo ai mercati finanziari con basi solide, processi industriali efficienti, una squadra di management coesa e di grande esperienza».
I numeri confermano: nel primo semestre 2007 Prada - che chiude l’esercizio a fine gennaio - ha registrato ricavi totali per 811,5 milioni di euro (+23% a cambi costanti, +18% a cambi effettivi). Il dato include il fatturato proforma per i 6 mesi di Church’s, acquisita nel giugno 2007, nonchè quello di Azzedine Alaia, ceduta a fine luglio.
L’ebitda pro-forma è stato di 140 milioni (+40%): l’obiettivo fissato nel settembre scorso, ossia superare i 280 milioni per l’intero anno, appare vicino, considerato che nel mondo del lusso il secondo semestre è il più redditizio. E i marchi Prada, Miu Miu, Car Shoe e Church’s sono da tempo indiscussi oggetti del desiderio, proposti nei 215 negozi gestiti dal gruppo nelle vie della moda di tutto il mondo.
Ma a Piazza Affari quanto può valere Prada? Non meno di 4 miliardi, secondo i più prudenti: ma c’è chi si spinge ai 5 e qualche banca fra le molte che si sono fatte avanti per conquistare un ruolo nel collocamento sarebbe arrivata perfino a 6 miliardi. Quale sarà la valorizzazione effettiva dipenderà poi dalle condizioni dei mercati: la quota da portare in Borsa è ancora da definire e un orientamento potrebbe emergere nelle prossime settimane.