Praga, c’era anche il Pci sopra quei carri armati

Nei momenti più tragici dell’aggressione contro la Cecoslovacchia «l’Unità» minimizzò le violenze. Ma soprattutto cancellò le voci dei riformisti, come Dubcek, che si opponevano al partito unico

Anticipiamo in esclusiva in queste pagine ampi stralci dell’articolo con cui si aprirà il numero di settembre della rivista digitale Storia in Network (www.storiain.net), tra le webzine più importanti nel campo della ricerca storiografica. In questo brano Alessandro Frigerio si occupa dell’omertà di alcune testate giornalistiche italiane - guardacaso di sinistra, l’Unità e Rinascita - durante la repressione sovietica della Primavera di Praga. Da questa indagine risulta in particolare che «Il manifesto delle 2000 parole» (lanciato dallo scrittore Ludvik Vaculik e sottoscritto da numerosi letterati che condividevano la sua critica all’operato comunista) venne ignorato dai reporter dei due quotidiani, che invece accusarono di «moralismo» gli insorti. Stesso silenzio mediatico coprì la sorte del politico riformista Alexander Dubcek nei quattro giorni della sua sparizione.