A Praga il comunismo è finito in un museo

Jan Kaplan è uno dei precursori del «revival rosso». Il regista cecoslovacco, fuggito dalla sua patria durante il regime, ha costruito la sua fortuna proprio grazie alle sue glorie ormai tramontate. Già nel 2001 ha fondato a Praga il «Museo del comunismo». Visitando le sale si ripercorre la storia e la vita quotidiana della Cecoslovacchia comunista. E naturalmente non mancano i gadget. Come le cartoline con l’iconografia dell’epoca, e un commento che rispecchia lo spirito dei negozi sovietici: «Apriamo tardi, chiudiamo presto e abbiamo una pausa pranzo fastidiosamente lunga».