Praga, finiranno in tribunale le accuse contro Kundera

L’autore di <em>L’insostenibile leggerezza dell’essere</em> non ha avuto dal settimanale ceco &quot;Respekt&quot;, che lo accusava di aver collaborato con gli 007 comunisti nel 1950, le scuse che pretendeva <br />

Finirà in tribunale il contrasto tra Milan Kundera, il celebre scrittore autore de “L’insostenibile leggerezza dell’essere” e di “La vita è altrove” e il popolare settimanale ceco “Respekt”. Il periodico aveva sollevato un caso clamoroso accusando Kundera, che lasciò la Cecoslovacchia dopo la Primavera di Praga per rifugiarsi in Francia, di aver collaborato coni servizi segreti comunisti. Secondo un articolo pubblicato dal settimanale, nel 1950 Kundera avrebbe denunciato alla polizia segreta cecoslovacca lo studente Miroslav Dvoracek per presunta cospirazione contro lo Stato, provocando il suo arresto e la successiva condanna a 22 anni di carcere.

Insostenibile menzogna Kundera, abitualmente molto riservato, ha preso da subito malissimo queste accuse, che tra l’altro hanno provocato nel mondo della cultura europea e in Francia in particolare reazioni molto accese: tra gli intellettuali più noti che hanno preso le sue difese c’è Bernard Henry Levy. La tesi della bugia pura e semplice ha trovato molto ascolto, ma c’è anche chi ha fatto osservare che in quegli anni a Praga era molto facile gettare fango su persone scomode come già allora Kundera era attribuendogli con false documentazioni ufficiali infamie che non si sarebbe mai sognato di compiere. Sta di fatto che Kundera, in una rara dichiarazione diffusa dalla sua casa editrice francese Gallimard che rompeva un silenzio di anni, si era detto “Molto scioccato delle informazioni diffuse da “Respekt” e finite sulla stampa internazionale. Contesto nella maniera più assoluta queste accuse che sono delle menzogne”.

Minacce legali Poi, tramite l’agenzia letteraria Dilia che cura i suoi interessi nella Repubblica Ceca, Kundera ha inviato lo scorso 16 ottobre una lettera a “Respekt” dando al settimanale due settimane di tempo per scusarsi. In caso contrario, anticipava, non avrebbe potuto che rivolgersi alla giustizia. Ma il periodico praghese, trascorso il tempo concesso dallo scrittore, ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di ritrattare né di fare pubblica ammenda. L’azione legale diventa dunque inevitabile. E la vicenda, invece di concludersi, continuerà ancora a lungo.