Prandelli e l'Italia: "Non abbandono Cassano"

Il ct ritrova la Nazionale. Con la novità dell'oriundo Ledesma (&quot;Ma io mi sento italiano&quot;) e il ritorno di Balotelli: &quot;Mario è stato espulso, non ha problemi disciplinari&quot;. Mano tesa al fantasista: &quot;Ha fatto male alla Samp e all'Italia. Quando giocherà di nuovo lo convocherò&quot;. <a href="/sport/grazie_garrone_ribelle_cassano__diventera_prigioniero_sue_cassanate/calcio-attualit-caso_cassano/15-11-2010/articolo-id=487127-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Garrone e le &quot;cassanate&quot;</strong></a> / <em>F. Ordine</em>

Coverciano - Cesare Prandelli tende la mano ad Antonio Cassano. Il fantasista della Sampdoria sul quale il nuovo ct azzurro aveva puntato tutto il suo progetto di rifondazione, questa volta non è in Nazionale per motivi disciplinari. Ma il tecnico che ha riaperto le porte di Coverciano all’attaccante non se la sente di arrendersi. "Non era giusto che un giocatore fuori squadra per motivi disciplinari fosse qui - ha spiegato Prandelli - è un caso diverso da quello di Balotelli, la cui espulsione col City non meritava una mancata convocazione".

Braccia aperte a Cassano Poi, le considerazioni sul caso Cassano. "Avevamo sempre detto che era un giocatore che andava aiutato a crescere nelle difficoltà. Credevamo che col matrimonio e l’attesa del figlio avesse risolto i problemi. Ora non so cosa possa essere successo, ma io non abbandonerò Antonio. Lui sa di aver creato problemi alla Samp e alla Nazionale, se tornerà a giocare con la Samp o con un’altra squadra e a avere i comportamenti giusti, tornerà in Nazionale".

Ledesma nuovo oriundo "Io non mi sento un oriundo, mi sento italiano ed è per questo che sono felice, anzi strafelice, di essere stato chiamato dalla Nazionale azzurra". Così Cristian Daniel Ledesma nel suo primo giorno da giocatore azzurro. Argentino di Buenos Aires, cresciuto poi in Patagonia, il centrocampista della Lazio si è trasferito in Italia nel 2001 chiamato dal Lecce dove allora direttore sportivo era Pantaleo Corvino. "Ho conosciuto mia moglie nel Salento, lì sono nati i miei due figli - ha raccontato Ledesma - e in quella terra sono cresciuto come uomo oltre che come giocatore, consacrandomi poi a Roma. Mi piace la definizione che Prandelli ha dato di chi è come me, io non vengo qui considerandomi un oriundo, io mi considero italiano. E questa è una scelta che è stata apprezzata anche dalla mia famiglia in Argentina, da mio padre. Se ci saranno polemiche? Io non devo rispondere a chi ne farà, ognuno può dire quello che vuole, io sono strafelice". Il giocatore della Lazio ha poi rivelato di conoscere l’inno di Mameli. "Lo so e sono pronto a cantarlo" ha detto Ledesma.