Prandelli prova a vincere ma agli azzurri manca la zampata finale

Ancora una volta in sofferenza a Belfast, poco coraggio in attacco.
Pirlo e Cassano non bastano. Martedì la Serbia, sconfitta in casa
dall’Estonia

Italia senza artigli. E senza gol. Così è difficile, nonostante la tenera resistenza degli irlandesi, riuscire a conquistare Belfast (terra di storiche delusioni) e lo zero finale rimediato è anche il voto da dedicare al gioco dell’attacco azzurro. Non mancano le occasioni, più o meno rotonde, non mancano le intese e i lanci giusti: mancano invece la cattiveria oltre che la mira giusta di Borriello e soci, capaci di procurarsi sia nel primo tempo che nella ripresa (con Chiellini questa volta) le opportunità per montare in groppa al risultato e acciuffare il terzo successo consecutivo del girone. E invece arriva il primo, deludente pareggio al cospetto di un rivale di modesta dimensione tecnica e anche di tenuta atletica. Viviano, il portiere, ad esempio, può e deve farsi vivo nella cronaca della sfida solo nel finale con una parata di un qualche impegno.

Italia senza artigli nonostante il ricorso, da parte del ct Prandelli, anche alle provviste in panchina. Non solo Borriello e Pepe, entrambi deludenti, ma anche Pazzini e Giuseppe Rossi, partecipano allo spicchio finale del viaggio a Belfast senza lasciare il segno né sui taccuini e neanche sulla pelle viva degli irlandesi. Cassano cesella qualche buon pallone, Pirlo prova a lanciare i suoi ma davanti non c’è un Ibrahimovic capace di capitalizzare qualunque rilancio. Borriello (che chiude con i crampi segno di una condizione fisica ancora imperfetta) resta al palo, al pari di Pepe che da quarto centrocampista aggiunto per rendere più consistente il centrocampo non riesce a far nulla di particolarmente significativo.

Da Pazzini, arrivato sui titoli di coda, non si possono pretendere miracoli anche perché a quel punto, senza lucidità, mancano le munizioni per una bocca di fuoco. Borriello non trova il tracciante, Pepe è poco utile anche se generoso tipo Ciccio Graziani, Cassano non riesce a inventare una gemma delle sue e così la Nazionale di Prandelli si ferma dinanzi all’ostacolo Irlanda del Nord che a dispetto del succvesso in Slovenia non è granché. Adesso la sfida di martedì prossimo contro la Serbia diventa una sorta di spareggio col rivale più accreditato del girone (che però ha perso in casa 1-3 con l’Estonia). Meglio rinfrescare i ranghi. E passare a Pazzini in attacco.