Pranzo in cella e un’ora in biblioteca. La giornata spensierata di Amanda

Divide 12 metri quadrati con un’italiana, si alza presto, compra cioccolata allo spaccio e appare sempre serena

Massimo Malpica e Caterina Proietti

I pensieri si accavallano l'uno all'altro e le giornate in cella sono scandite dai ritmi lenti del carcere. La detenuta Amanda Knox non fa eccezione e come le altre trenta recluse nel carcere di Capanne di Perugia, anche lei ha solo due ore d'aria nel cortile della casa circondariale: una la consuma la mattina dopo colazione e l'altra nel primo pomeriggio. Non può incontrare altre detenute ed è sorvegliata avista. La vita di «Foxy Knoxy», suo soprannome su internet, è cambiata radicalmente da quando scriveva nel suo blog che «l'Italia è il miglior posto al mondo in cui vivere».

Ora tutta la sua esistenza si consuma dentro una cella di circa 12 metri quadrati che condivide con un'altra donna, italiana, di quarant’anni. Fino a dieci giorni fa nessuna delle due poteva immaginare che i loro destini si sarebbero incrociati, ora sono compagne di sventura unite da un piccolo bagno, un armadio e una angolo in cui cucinare. Il carcere di Capanne è uno dei più nuovi e confortevoli d’Italia, la sua ristrutturazione risale al 2005, ha una grande libreria, una palestra e una mensa dove c’è ampia scelta di cibo per i 207 reclusi. I giornali inglesi lo considerano «a un livello di confort mai visto in Gran Bretagna». Come nel resto d'Italia, anche qui la maggior parte dei carcerati vengono da Est Europa e Magreb. Pochissimi gli italiani.

La giornata di Amanda inizia alle 7 e 30 con il tradizionale «breakfast», che consiste in un tè o in una tazza di latte e caffè con cereali. Secondo il regolamento del carcere la Knox può usare la piccola cucina allestita in cella per prepararsi da mangiare. Appena terminata la colazione c'è tempo per una doccia. Poi giù, per i corridoi, a oltrepassare i cancelli con il suono pesante delle chiavi che girano i lucchetti e portano al cortile per l'ora d'aria. A mattina inoltrata Amanda va in biblioteca, più tardi visita il negozio del carcere dove si possono acquistare una serie limitata di prodotti. Tra questi c'è lo shampoo, diversi tipi di bagnoschiuma, creme e dentifricio, ma anche cioccolata, che sembra piaccia molto alla studentessa americana. È in questo angolo dell'edificio che si mantiene uno dei pochi punti di contatto con la vita di fuori. Qui c'è la corsa ad accaparrarsi i quotidiani per sapere cosa accade nel mondo. E ogni mese le detenute non possono superare una spesa complessiva di 300 euro.

Ad Amanda il pranzo viene servito in cella dalle 11 e 30 alle 12 e 30. Può scegliere un primo tra la pasta, il minestrone o il riso, e un secondo che consiste in una bistecca ai ferri, carne cucinata in diversi modi a seconda del giorno o pesce. La frutta abbonda. Appena terminato il pranzo la cella si apre di nuovo e Foxy Knoxy esce per la seconda, e ultima, ora da trascorrere all'aria aperta sotto lo sguardo attento degli agenti. Qualche ora in biblioteca e poi alle 17 e 30 arriva una «cena leggera».

Il giorno si conclude alle 20 quando passa il secondino a far spegnere tv e luci per la notte. Non c'è più tempo per parlare ad alta voce e per leggere ancora un'altra pagina di quei libri che Amandariceve ai colloqui del martedì e sabato da mamma Ella e papà Kurt. Da quando scende il buio non si può più guardare oltre la finestra che dà sulle colline umbre. C'è solo il tempo per dormire. Sul comodino di «faccia d'angelo» è riposta una bibbia che la ragazza legge ogni giorno, da quando don Saulo, il cappellano del carcere gliel’ha portata su sua richiesta. Anche ieri i Knox sono venuti e hanno trovato una ragazzina in jeans con l’aria serena. L’incubo di via della Pergola sembra lontano per lei.