«Pratesi», cento anni intessuti di storia

Per celebrare il secolo di vita la storica casa toscana apre un nuovo negozio

Quando Luchino Visconti cominciò le riprese del Gattopardo mise come condizione che tutta la biancheria da casa del principe di Salina dovesse provenire dalla ditta Pratesi, il cui negozio in via Montenapoleone era allora l’indirizzo cult della buona borghesia e della nobiltà lombarda. Adesso che il marchio Pratesi celebra il suo secolo di vita e apre un nuovo negozio nella splendida sede di Palazzo Fiorenza, al numero 6 di via Verdi, la ricorrenza è il modo migliore per un omaggio e per un po’ di storia familiare. Da Firenze a Milano in Montenapoleone. Tutto ebbe inizio nel 1906 allorché il toscano Remigio Pratesi decise di aprire a Vinci un laboratorio di ricamo all’insegna della preziosità del disegno e delle bellezza dei tessuti. Nel giro di pochi anni, grazie anche al figlio Brunetto, le ricamatrici Pratesi divennero le fornitrici delle più importanti famiglie italiane che all’epoca villeggiavano in Versilia: gli Agnelli, i Caproni, i Guerrieri Gonzaga, i Visconti, ma anche il Gabriele d’Annunzio della Capponcina e il Curzio Malaparte mandato in «esilio» al Forte dei Marmi e «fidanzato» non ufficiale di Virginia Agnelli...
Nel secondo dopoguerra, l’apertura del negozio di via Montenapoleone è il primo di una serie che comprende altri capoluoghi importanti, Roma innanzitutto, e poi Torino, Genova, Bari. A metà degli anni Sessanta, su consiglio di Aldo Gucci, Athos Pratesi, che ha preso le redini dell’azienda, decide il salto Oltreoceano: vede un magazzino in una Madison Avenue ancora poco conosciuta, l’acquista, lo ristruttura e infine lo inaugura. Nel giro di pochi anni, la strada diventa une delle più eleganti di New York e il brand Pratesi uno status symbol del jet set americano: da Andy Warhol a Liz Taylor è quella la biancheria che loro vogliono avere e i due decori base «Tre righe» e «Treccia» diventano così famosi da essere imitati in tutto il mondo. L’espansione internazionale di Pratesi successivamente continua: Londra, Tokio, Hong Kong, Mosca, Cannes, Antibes... Undici anni fa però Athos Pratesi purtroppo muore prematuramente ed è sua moglie Dede a ereditarne il testamento spirituale e creativo e a divenire il leader dell’azienda. Nel tempo i figli Federico e Isabella le si affiancano, tutti ispirati dall medesimo principio: «Dare forma al concetto di benessere attraverso prodotti che racchiudano il prezioso valore umano e che siano godibili nella propria sfera di intimità fisica e spirituale». La qualità Pratesi significa creatività abbinata a tessuti di pregio. Su tutti il cotone, raccolto in Egitto, in una particolare area vicino al Nilo, poi tessuto negli stabilimenti in Toscana. In linea con il principio che ispira la famiglia Pratesi è anche il sostegno che quest’ultima dà al The Heart of Children Onlus, l’associazione benefica che si occupa di intervenire chirurgicamente su bambini cardiopatici nei disagiati Paesi d’origine, organizzando missioni di medici e corsi di specializzazione.