Prc: «Basta con le deroghe al piano regolatore»

Rifondazione punta i piedi sul futuro assetto urbanistico di Roma. O meglio, su come viene gestito quel settore a livello comunale, provinciale e regionale. Troppe, infatti, le deroghe al Piano regolatore generale (Prg), che, fra l’altro, deve essere ancora approvato in via definitiva. Troppi gli emendamenti di modifiche presentati dal Comune alla Regione, per cambiare l’assetto generale di quel documento. Così non si può andare avanti, si deve invertire rotta.
«Bisogna rispettare i programmi del Prg, che sono già frutto di mediazioni importanti da parte nostra e non aumentare ulteriormente le cubature, come, invece, si sta facendo». L’accusa arriva dal segretario generale del Prc, Massimiliano Smeriglio, ma trova l’appoggio di tutti gli esponenti del partito. «Siamo convinti propositori di quel testo - continua Smeriglio - vogliamo però ricordare che, lì dentro, c’è già una faticosa mediazione fra Rifondazione e le forze imprenditoriali. Chiediamo di fermare tutte le deroghe e le moratorie di interventi in atto». Altrimenti Rifondazione rimetterà in discussione tutto il Prg. Non dice come, ma lascia intendere che per mantenere un equilibrio sempre più spesso vacillante il Comune deve darsi da fare. Ma anche la Regione. Perché il via libera al Prg è subordinato all’approvazione del Piano paesistico (Ptpr), ancora in discussione alla Pisana, ma che dovrebbe essere adottato entro l’estate, con molti mesi di ritardo rispetto a quanto prospettato dal Comune. A quel documento il Campidoglio, secondo quanto sostiene il Prc, ha presentato circa mille emendamenti che modificano gran parte dello stesso Prg. «Nel Ptpr, che raccoglie i 30 piani paesistici regionali - spiega il responsabile regionale Prc per l’Urbanistica, Giovanni Pizzuti - sono state inserite le richieste di modifica che, se approvate, determineranno nuove cubature a discapito di aree vincolate».