Prc e sindacati: strada sbagliata

Marianna Bartoccelli

da Roma

Mentre in Spagna l’operazione Autostrade-Abertis non causa alcuna reazione da parte dei politici e tantomeno del governo, in Italia i dubbi di Francesco Rutelli, primo a intervenire, vengono condivisi da tutto il suo partito, la Margherita, che in un comunicato conferma «i severi dubbi» sull’operazione. Rigettando le accuse di esagerata «difesa dell’italianità» il partito di Rutelli sottolinea che il problema di fondo è che «la fusione non è paritetica, e fra tre anni la società sarà tutta spagnola». Secondo la Margherita, inoltre, «quello delle autostrade non è un mercato liberalizzato, ma un monopolio naturale che ha goduto negli ultimi anni di condizioni tariffarie di eccezionale favore». Anche Rifondazione comunista condivide le obiezioni dell’alleato di centro: «Concordo con le critiche sul momento in cui è stata fatta l’operazione - spiega il responsabile economico Andrea Ricci -, Si tratta di una società privatizzata e che gestisce un’importante concessione statale. Antonio Di Pietro, per l’Idv, sostiene che sarebbe stato necessario attendere la formazione del nuovo governo e considera necessaria «la valutazione da parte di un esecutivo nella pienezza dei suoi poteri».
Anche da destra vengono posti dubbi sull’opportunità dell’accordo. «Non si può lasciare estraneo il mondo della politica in una operazione di tale portata», afferma Maurizio Gasparri. E chiede che la vicenda sia portata in Parlamento. Giudizio «sospeso», invece, quello di Lamberto Dini, senatore della Margherita, almeno fino a quando «non si conosceranno esattamente i termini dell’operazione e il ruolo che svolgerà il gruppo italiano». Secondo il senatore Dl il problema di fondo è che «finora Autostrade ha operato in condizioni quasi di monopolio con costi superiori a quelli degli altri Paesi europei. E la situazione monopolista non va bene». Peplessi i sindacati che chiedono un incontro con i vertici dell’azienda: «Non è chiaro il senso dell’operazione - dice Paolo Pirani, segretario confederale Uil -. Non sappiamo se è meramente finanziaria, il che avrebbe solo effetto per gli azionisti e non per il sistema-Paese, oppure se c’è un progetto industriale. In questo caso sarebbe opportuno conoscere gli investimenti che si metterebbero in campo in Italia e i benefici per gli utenti».
E il segretario generale designato della Cisl, Raffaele Bonanni, aggiunge: «La fusione si configura come un’operazione esclusivamente finanziaria». La fusione tra Autostrade e il gruppo spagnolo Abertis «è un fatto sicuramente positivo - è il commento di Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica -. Servono imprese più grandi per competere in Europa, e le nostre aziende hanno bisogno di essere più competitive sui mercati globali». Polemica invece la Lega sulle dichiarazioni del centrosinistra: «Ora sono tutti contrari a questa operazione a cominciare da Rutelli e dai sindacati, ma sono proprio loro gli unici responsabili di quanto accaduto perché hanno prima svenduto ai privati e ora si lamentano delle scelte della proprietà», afferma il deputato Federico Bricolo, sottosegretario uscente alle Infrastrutture.