Prc, schiaffo a Veltroni: requisite 250 case

Non hanno perso tempo Sandro Medici, Susi Fantino e Andrea Catarci, presidenti del X, IX e XI municipio. Forti della sentenza della Cassazione che a fine settembre aveva riconosciuto alle amministrazioni locali la legittimità di intervenire contro l’emergenza abitativa, ieri mattina i tre mini-sindaci di Rifondazione hanno requisito circa 250 abitazioni appartenenti a ditte o privati in affitto a famiglie a basso reddito con una serie di ordinanze con effetto immediato indirizzate, tra gli altri, a prefetto e sindaco. Gli attuali inquilini continueranno a pagare ai proprietari i canoni concordati al momento della stipula dei contratti ormai scaduti. Ciò almeno per i prossimi tre anni o finché non verrà loro assegnato un alloggio popolare, per il quale tutti hanno pieni requisiti. Tale strategia mira a contrastare la scadenza del provvedimento governativo di proroga degli sfratti di dopodomani, ma si traduce inevitabilmente in una presa di posizione di parte della stessa maggioranza contro il Campidoglio, incapace di far fronte a un’emergenza sociale in costante espansione.
Gli immobili interessati dal provvedimento sono così divisi: 98 in via Marchisio , 84 in via Bibulo, 33 in via Statilio Ottato e 16 in via Caio Rutilio, tutti a Cinecittà, 11 in via delle Sette Chiese, 2 in via Ostiense, uno in via Acerbi e nove alloggi in via Appia Nuova, nello stabile che ospita il cinema Maestoso. «Dovevamo difendere chi rischiava di essere sbattuto fuori casa - ha spiegato ieri Medici - persone trattate in una maniera che uno stato civile non può permettersi». E non è la prima volta che il presidente del X mette in atto un’iniziativa del genere: già nell’ottobre 2005 aveva requisito 15 appartamenti vuoti per assegnarli a famiglie prive di un tetto. Citato in giudizio per abuso di potere, Medici era stato assolto nel maggio 2006 e la sentenza era stata confermata dalla ricordata pronuncia della Cassazione. Anche in questo caso i principali beneficiari dell’ordinanza sono famiglie con redditi compresi tra i 5 e 19mila euro, anziani spesso invalidi, disabili e madri con figli a carico. «È mezzo secolo che abito nella stessa casa - spiega Filomena, 92 anni - e di punto in bianco mi aumentano l’affitto del 300 per cento. Come posso pagarlo con 400 euro di pensione?». Massimiliano Smeriglio, segretario romano del Prc, attacca frontalmente il Campidoglio: «La requisizione è un’extrema ratio che ci fa capire che serve più attenzione da parte del Comune, della giunta e del sindaco verso l’emergenza abitativa». I numeri, d’altronde, parlano chiaro: a Roma nel 2006 sono stati emessi circa 6mila sfratti e giacciono 27mila richieste di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Sempre in attesa del programma straordinario previsto dalla Finanziaria o dei 9mila appartamenti promessi dal Comune per il 2012. Cioè come minimo tra cinque anni.