Precari e assegni sociali: cambia tutto

Cambia la norma sui precari e sugli assegni sociali presente nella manovra finanziaria. Sacconi: &quot;Nessun dietrofront, solo un malinteso&quot;. Ma per Veltroni si tratta di &quot;modifiche insufficienti&quot;. E il Pd accusa: &quot;Tasse più alte di 4-5 miliardi all'anno&quot;<br />

Roma - Cambiano le norme sui precari e sugli assegni sociali. Presentati due emendamenti del relatore Salvo Fleres al decreto sulla manovra. Il relatore Salvo Fleres ha presentato in commissione Bilancio del Senato un emendamento che cambia l’articolo 21 del decreto sulla manovra approvato dalla Camera.

La sanatoria sui precari La sanatoria per i lavoratori precari rigurarderà solo per i giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge e non per il futuro. È contenuta nell’emendamento del relatore Salvo Fleres depositato in commissione bilancio. La norma viene di fatto circoscritta a caso di ricorsi dei lavoratori delle Poste. La proposta di modifica indica che "con riferimento ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, e fatte salve le sentenze passate in giudicato". In caso di violazione di legge "il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2.5 e un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto".

La norma sugli assegni sociali Sugli assegni sociali viene così modificata la norma approvata dalla Camera, che avrebbe comportato un taglio indiscriminato degli assegni sociali. Resta stabilita la necessità di aver lavorato in Italia per almeno dieci anni, ma scompare quella di aver percepito un reddito "almeno pari all’importo dell’assegno sociale".

Flessibilità di bilancio Oltre agli emendamenti su precari e assegni sociali, il relatore Fleres ha presentato altre due proposte di modifica: una riguarda l’articolo 60 del provvedimento sulla flessibilità di bilancio, l’altra l’articolo 82 sulle cooperative. L’emendamento sulla flessibilità di Bilancio recepisce le osservazioni fatte arrivare dal Quirinale dopo l’approvazione della norma alla Camera e prevede una serie di nuovi paletti. Viene chiarito che la rimodulazione dei programmi delle dotazioni finanziarie di ciascuna "missione di spesa" dei vari ministeri potrà essere effettuata solo nel prossimo esercizio finanziario. Quanto all’attuazione della rimodulazione dei bilanci ministeriali, essa può essere sempre anticipata con semplice decreto ministeriale, ma con qualche limite in più rispetto al testo originario: non bisognerà "pregiudicare il conseguimento delle finalità definite dalle norme sostanziali", non si potrà superare il tetto del 10 per cento delle risorse finanziarie stanziate e sarà limitata all’esercizio finanziario 2009. I decreti ministeriali in questione perdono efficacia sin dall’inizio se il Parlamento non approva la corrispondente variazione in sede di esame del disegno di legge di assestamento o degli altri provvedimenti previsti. Eliminato, infine,il potere del ministro dell’Economia di modificare le rimodulazioni con proprio decreto nei casi più urgenti.

Sacconi: "Un malinteso" "Non c’è stato alcun dietrofront in quanto la norma è solo frutto di un equivoco. Il governo ha subito il frutto di un’iniziativa parlamentare, ma la correzione effettuata è importante perchè ripropone a regime tutta l’attuale disciplina dei contratti a termine e limita la norma ad una sorta di sanatoria per i contenziosi in corso riferiti esclusivamente alle poste", ha commentato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sulla modifica delle norme sui precari contenute nella manovra economica.

Veltroni: modifiche insufficienti La correzione decisa dal governo non soddisfa l’opposizione e non basta a stemperare il clima. Walter Veltroni giudica "assolutamente insufficienti" le modifiche e chiede al governo di "togliere dalla manovra la norma sui precari. Noi chiediamo che la norma sui precari venga tolta. Se ne riparlerà nelle sedi opportune e con il confronto con le parti sociali. Il governo - ribadisce ancora Veltroni - accolga il nostro appello a togliere le norme sui precari e sugli assegni sociali che fanno parte di una gigantesca commedia degli inganni, e invece la situazione richiederebbe l’applicazione del cervello. Faccio un appello ad un soprassalto di responsabilità da parte di governo e maggioranza".

Il Pd: più tasse per 4-5 miliardi all'anno Non è vero che le tasse diminuiscono. Al contrario "aumenteranno 4-5 miliardi ogni anno in più rispetto all’anno precedente fino al 2012". A denunciarlo è il Pd che oggi, in una conferenza stampa con Walter Veltroni, Anna Finocchiaro, Enrico Letta, Cesare Damiano e Enrico Morando, ha confutato punto per punto le promesse e gli annunci fatti dalla maggioranza e dal governo confrontandoli con le misure introdotte nella manovra economica. Il risultato, spiega Morando, "è che le tasse aumenteranno e i salari cresceranno in modo inferiore rispetto alla produttività".