Precari, graduatorie abrogate dal 2010

da Roma

Benvenuti nella classe degli insegnanti precari. Dove si inizia ad andare in cattedra come supplente e si arriva quasi alle soglie della pensione senza mai aver raggiunto la stabilità e senza aver mai visto lo stipendio crescere con l’anzianità. Il governo Prodi ha tradito tutti gli impegni presi nei confronti del mondo della scuola e ai professori è rimasta una sola certezza: guadagneranno di meno; ai precari, invece, vogliono togliere addirittura la speranza del posto di lavoro. I sindacati hanno fatto i conti e il risultato per le buste paga dei docenti è una cifra con il meno davanti. E non solo. Il maxiemendamento alla Finanaziaria rischia di trasformarsi in una pietra tombale sulla speranza di assunzione per migliaia di precari perché si prevede l’abrogazione delle graduatorie permanenti dei supplenti a partire dal 2010. Visto che si è varato un piano di 150mila assunzioni in tre anni, quel provvedimento lascerebbe a spasso più o meno altrettanti precari: un esercito che al momento supera i 300mila iscritti nelle graduatorie. Una situazione che ha scatenato una guerra fratricida all’interno della stessa categoria dei docenti «non di ruolo», con i sindacati confederali che chiedono prima di tutto di non cancellare le graduatorie dei supplenti e di mantenere gli impegni presi dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Impegni difficili da mantenere, considerata anche la confusione sulle cifre. Fioroni, ad esempio, sostiene che l’assunzione di 150mila precari farà risparmiare 850 milioni. Peccato, però, che la relazione del servizio di bilancio del Senato prevedesse per le assunzioni di 35mila precari fatte dall’ex ministro Moratti nel 2005-2006 un risparmio di 51 milioni di lire: se ne deduce che il risparmio questa volta sarà al massimo di poco più di 200 milioni.