Precari, via libera del Cdm al pacchetto di aiuti

Il pacchetto sui precari sarà contenuto in un emendamento al dl sulle auto. Raddoppio dell’indennità di
reinserimento per i co.co.pro. La Cgil: &quot;Il governo fa il meno possibile&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=335778">Berlusconi rilancia il varo del piano casa con decreto</a></strong>. Bossi apre al piano: &quot;Ora il testo va bene&quot;

Roma - Massimo 40 giorni per accedere agli ammortizzatori sociali e un aumento fino a 2.600 euro (dal 10 al 20% del reddito lordo annuo) per l’indennità di disoccupazione dei precari con contratto di collaborazione a progetto. Sono queste le principali misure del pacchetto approvato oggi dal Consiglio dei ministri per accelerare, nel 2009 e nel 2010, l’accesso agli ammortizzatori sociali da parte di chi perde il lavoro. "Spero che queste proposte possano trovare un ampio consenso in Parlamento, tra le forze politiche, così tra le parti sociali", ha commentato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

Indicatori di occupazione "Gli indicatori dell’occupazione - ha spiegato Sacconi - possono peggiorare, ma dobbiamo relativizzare i dati e confrontarli con gli anni passati". Il 2008 ed il 2007 sono stati anni ottimi per quanto riguarda l’occupazione. Il tasso di occupazione nel 2008 è stato del 59%. Ad esempio a gennaio e febbraio 2009 abbiamo autorizzato 72milioni di ore di integrazione salariale. Nel 1984 le ore di integrazione salariale furono 816 milioni; nel 1985 furono 716 milioni; nel 1986 647 milioni. "Quindi ne abbiamo viste di peggio", ha commentato il ministro del Welfare spiegando che "nel 2008 il tasso di disoccupazione è stato pari al 7%. Nel 1997 fu 12,3%; nel 1995 12%; nel 1996 12,1%". "Nei mesi di gennaio e febbraio 2009 - ha detto ancora Sacconi - sono state presentate 370mila 500 domande di indennità di disoccupazione. Negli anni dal 1991 al 1994 le domande su base annua furono sempre sopra al milione".

Indennità ai co.co.pro. L’indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto (co.co.pro.) con un solo committente è innalzata al 20% di quanto percepito l’anno precedente in un intervallo che va da 1000 a 2600 euro circa. Non solo. "I lavoratori che ricevono dei sussidi potranno accettare piccoli lavori, il che non significa però che non potranno accettare un corso di formazione o un posto di lavoro congruo - ha spiegato sacconi - per loro è prevista la possibilità di accettare lavori per un massimo di 3mila euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un’integrazione all’80% del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali". Poi, il titolare del Lavoro ha lanciato un appello ai più giovani affinché, in questo periodo di crisi, "non rifiutino un lavoro anche se questo lavoro non corrisponde ai propri studi". "Nel dopo crisi - ha detto al termine del Consiglio dei Ministri - conterà nel curriculum essersi messo in gioco, aver accettato anche un lavoro semplice e umile".

L'erogazione degli ammortizzatori Il ministro Sacconmi ha fatto, poi, sapere che si accorciano i tempi per accedere agli ammortizzatori sociali. "Dai 120-140 giorni che servivano per l’erogazione degli strumenti ordinari - ha spiegato il titolare al Lavoro - con le misure adottate oggi ci sarà una drastica semplificazione del procedimento per arrivare a 20-30 giorni". In questo modo, il ministro è convinto che si avrà un "vantaggio per i lavoratori e per le imprese che in questo momento hanno difficoltà sempre maggiori ad anticipazioni di cassa". Non solo. Tra le misure messe in campo dal governo ci sono anche norme che "vogliono incentivare la riassunzione". Il ministro ha, infatti, spiegato che i "i lavoratori che hanno sussidi straordinari potranno portare con sè i sussidi e così ci sarà un abbattimento del costo del lavoro". Infine, il ministro ha chiarito che ai lavoratori sospesi per tre mesi sarà garantito comunque l’80% del salario sia con l’integrazione degli enti bilaterali che senza.

La riforma delle pensioni "Al di là di quel piccolo segmento che riguarda il pubblico impiego, noi non vogliamo modificare l’età di pensione", ha continuato il ministro del Lavoro nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Non possiamo allungare la prospettiva della pensione - ha aggiunto Sacconi - che è anche ammortizzatore sociale. L’obiettivo rimane allungare la vita lavorativa ma non nel mezzo di una grande crisi sociale come questa".

L'attacco della Cgil È inutile che Brunetta dica "vado a vedere dove sono i precari". "Si sa dove sono e se proprio voleva fare la conta, poteva farla quattro mesi fa e risolvere i loro problemi", ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, intervenendo sul monitoraggio dei contratti a termine avviato dal ministro della Pubblica amministrazione, in attesa della stabilizzazione. "In questo momento registriamo un’assenza di coesione e una lotta ad accaparrarsi le scarse risorse", ha continuato il segretario generale della Cgil spiegando di aver chiesto al governo "un contributo alle fasce di reddito che superano i 150 mila euro per aiutare i più deboli". Per Epifani, infatti, "non si tratta di penalizzare i più ricchi, ma quando le cose vanno male bisogna stringersi". "Spesso - ha aggiunto il sindacalista - il governo usa i sondaggi per decidere cosa fare ma questo succede solo quando gli fa comodo. Un importante giornale ha infatti chiesto ai suoi lettori se fossero d’accordo ad aumentare l’aliquota ai ceti più alti e oltre il 75% ha detto di sì ma il governo non ne tiene conto perchè non gli conviene". Su questo punto la proposta della Cgil è di aumentare di 5 punti percentuali (da 43 al 48%) l’aliquota dei redditi che superano i 150 mila euro.