Precedente Nel ’93 Wojtyla condannò gli autori delle stragi

Era il maggio del 1993 quando, a un anno circa dagli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino, Giovanni Paolo II denunciò per la prima volta la «mafia». Disse proprio così, chiamandola, inusualmente, per nome. «Dio - affermò in un discorso a braccio pronunciato in Sicilia nella Valle dei Templi di Agrigento - ha detto non uccidere. Nessuna agglomerazione umana, mafia, può calpestare questo diritto santissimo di Dio». Tuonò, Wojtyla: «Lo dico ai responsabili: Convertitevi. Una volta verrà il giudizio di Dio!». Parole che riecheggiano ancora oggi tra i vescovi italiani riuniti ad Assisi. Mentre la magistratura torna ad occuparsi di quegli omicidi, il tema rimbalza ad Assisi, dove si tiene l’assemblea generale straordinaria della Conferenza episcopale italiana. I vescovi sul Sud concentrano da tempo la loro attenzione, preoccupati dall’effetto della crisi economica. Il cardinal Bagnasco ha indicato il meridione come area a cui prestare particolare attenzione.