Il precedente La tragedia del ’94: l’uomo perse la compagna su una mina in Ciad

Il nome di Sergio Cicala, 65 anni, è noto ai tanti italiani appassionati di viaggi avventurosi in Africa. Originario di Carini, in provincia di Palermo, è un pensionato della Regione siciliana: lavorava per l’Ente minerario. Vive con la moglie Philomen Kabouree, 39 anni, sposata nel 2003 in seconde nozze, in una villetta di contrada Giummari e ha una passione per i viaggi, soprattutto per l’Africa. Cicala ha già rischiato la vita in un’altra drammatica circostanza legata alla sua passione per il continente nero. Nel 1994 infatti sfiorò la morte saltando su una mina durante un viaggio in Ciad. Esattamente 15 anni fa, il 3 gennaio, una colonna di dieci automezzi e 14 moto carichi di turisti europei stava attraversando il confine col Niger prima di venir tagliata in due dall’esplosione dell’ordigno. A bordo della jeep c’erano Cicala e la sua compagna del tempo, la finlandese Kati Kristina Ylitalo, morta sul colpo. All’uomo, nell’ospedale dell’esercito francese a Ndjamena, venne riscontrato un trauma toracico. Da quell’incidente scaturì un lungo contenzioso giudiziario perché secondo i partecipanti al viaggio il tour operator non avrebbe gestito bene gli itinerari da percorrere portando i mezzi in zone anche minate. Il sindaco, che conosce Cicala da molti anni, lo aveva incontrato la scorsa estate in paese: «Ormai - racconta - stava poco in Sicilia. Da quando aveva sposato Philomen passava lunghi periodi in Africa e se tornava in paese era per incontrate i familiari».
Dopo questa brutta esperienza i viaggi di Cicala si erano spostati a ovest. Nel 2007 aveva organizzato un viaggio via terra che partiva dal Marocco e che attraverso la Mauritania e il Mali giungeva in Burkina Faso. Intanto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, è in stretto contatto con l’unità di crisi della Farnesina. «La Regione - ha detto il governatore - farà la sua parte per favorire la positiva soluzione della vicenda attraverso i canali istituzionali e diplomatici».