Precettati per il Pd: paga la Campania

La Regione ai dipendenti: "Almeno 30 persone per ufficio alla conferenza di Bassolino, trasferta rimborsata". Bufera sul governatore, costretto a rimuovere il funzionario

Roma - E mi raccomando, «trenta per ciascun settore ». Sì, tanti così ne voleva ad Avellino il signor coordinatore, non uno di meno, perché alla conferenza sulle primarie del Pd del presidente Antonio Bassolino e dell’assessore Vincenzo De Luca bisognava fare bella figura, non si potevano certo lasciare sedie vuote: «Si rappresenta la necessità di dare la massima visibilità all’amministrazione regionale ». E niente scuse, insisteva il signor coordinatore, nessuna defezione dell’ultim’ora: «In caso di una partecipazione di personale inferiore, si invitano le S.S.L.L. a fornire le motivazioni che non consentono di disporre in tale senso». Quanto alle spese, non c’è problema, «saranno liquidate direttamente». Però, concludeva, non esagerate e cercate di risparmiare: «Si autorizzano trasferte collettive per almeno quattro unita per ogni auto». Firmato: Italo Abate, coordinatore dell’area Lavori pubblici della Regione Campania. Anzi, ex coordinatore, visto che Abate è già stato rimosso dall’incarico.

Commenta Antonio Bassolino: «Quel dirigente dev’essere impazzito». Ma a Mario Landolfi, proconsole di An in Campania, non basta: «È De Luca che deve dimettersi». È una storia un po’ buffa di sprechi ordinari, di circolari pazze, di truppe cammellate. La storia di un alto funzionario talmente impermeabile all’ondata emotiva anti-sperperi che sta sommergendo il Paese da non esitare a mettere la firma sotto una lettera intestata della Regione Campania per chiedere un’adeguata claque per assessore e presidente impegnati in un convegno sul Partito democratico. Talmente poco in sintonia con gli umori grilleschi da non aver paura a «precettare» degli impiegati pubblici per un appuntamento politico e non di servizio. Tanto, assicurava, «quest’area garantisce la copertura delle spese di trasferta ».

Una storia emblematica, secondo il senatore della Lega Ettore Pirovano: «Questa è l’Italia, questo è il clientelismo politico della giunta Bassolino. Non c’è nulla di cui meravigliarsi, se non per la sfacciataggine di chi ha scritto la lettera, di chi la avallata ma anche di chi l’ha ricevuta». Marcello Taglialatela, deputato di An, presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais: «Occorre sapere se viene rimborsata con denaro pubblico la partecipazione di dipendenti regionali a una manifestazione politica di Bassolino e De Luca».

L’assessore però dice di non saperne nulla. «Sono all’oscuro di tutto. Infatti siamo intervenuti tempestivamente e abbiamo rimosso dall’incarico il dirigente che si reso responsabile di un comportamento gravissimo e lesivo dell’immagine e della credibilità della Regione Campania». Abete è stato silurato a tempo di record, con una delibera urgente della giunta. Sollevato dalla responsabilità dell’area Lavori pubblici, rimane ancora nella pianta organica dell’amministrazione. E in attesa di trovare delle matite da fargli temperare, Bassolino deve adesso fronteggiare una situazione piuttosto imbarazzante. Prova a farlo già da Avellino, durante il convegno incriminato, prendendo le distanze da Abate. «Ho trovato inaudito il contenuto di quella lettera - afferma il governatore - e in giunta abbiamo deciso immediatamente di revocare il dirigente che l’aveva sottoscritta. Non so se quel funzionario è impazzito, come dite voi giornalisti, so soltanto che ha fatto una cosa del tutto sbagliata, grave e quindi è stato revocato ».

Ma in sala ci sono comunquemolti dipendenti regionali. Bassolino allarga le braccia: «Sono appena arrivato, penso però che ci saranno tanti cittadini, giovani e donne interessate al Pd. Se vado in una città, e devo vedere se ci sono dipendenti comunali o provinciali, quanti sono e magari contarli, si pretende un po’ troppo ».

Conclusione: «Vedrò le facce, quelle di Avellino le conosco bene». Ma non sarà facile per Bassolino chiudere la polemica. Se Nicola Marrazzo, Idv, parla di «eccesso di zelo », la Cdl vuole l’intervento della magistratura: «Devono dimettersi pure De Luca e Bassolino».