LA PRECISAZIONE

Caro direttore,
mi permetta di fare alcune precisazioni in riferimento all'articolo «E la sanità è in cura da un inquisito» pubblicato su il Giornale di mercoledì 3 gennaio. Si afferma che «il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, ha nominato quale tutor della Campania» nel piano di rientro dal deficit sanitario della Regione, un dirigente coinvolto in un'inchiesta penale relativa a vicende - «tuttora al vaglio della magistratura» - riguardanti la sua attività di dirigente generale dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa.
Al riguardo è bene spiegare che non si tratta di una nomina del ministro o del Governo, ma del recepimento (procedura obbligatoria prevista per legge) di una designazione effettuata dalle Regioni, ed avvenuta nella Conferenza Stato Regioni come previsto, appunto, dall'art.2 del d.lgs. 281/1997 (secondo cui la Conferenza deve limitarsi ad «acquisire la designazione» proposta dalle Regioni) e come risulta chiaramente dal verbale citato nell'articolo.
Tra l'altro nel caso da voi richiamato, la proposta del nominativo era stata formulata dai Presidenti delle Regioni nel corso di una loro riunione tenuta poche ore prima della Conferenza Stato-Regioni e presentata direttamente nel corso della seduta, quindi senza che nessuno, né tantomeno il ministro, avesse avuto la possibilità di verificare i requisiti professionali e morali della persona in questione.
Una prassi quest'ultima, peraltro, non condivisa dalla Presidenza della Conferenza e quindi dal ministro stesso che già alcuni mesi fa - con l'intento di interrompere una discutibile prassi pluriennale che vedeva la Conferenza limitarsi ad una mera ratifica delle proposte avanzate dalle Autonomie - aveva scritto alle Regioni ed agli Enti locali chiedendo, anche nel loro interesse, di far pervenire con congruo anticipo i nominativi e i curriculum delle persone da designare in Conferenza, con l'obiettivo di garantire maggiore trasparenza e correttezza a una decisione che deve essere presa collegialmente.
La vicenda riportata dall'articolo de il Giornale conferma, quindi, la necessità avanzata dal ministro di modificare questa procedura e mi fornisce l'occasione per informarvi che in qualità di Presidente della Conferenza lo stesso ministro sta valutando se, nel caso da voi richiamato, esistano gli estremi per una revoca formale dell'incarico.
Ginevra Sotirovic
Portavoce del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali

Prendiamo atto della precisazione della portavoce del ministro Lanzillotta. Che peraltro conferma tutto quanto abbiamo scritto. Stupisce, però, il fatto che sia stato dato seguito a nomine «senza che nessuno avesse avuto la possibilità di verificare i requisiti professionali e morali della persona in questione».