LA PRECISAZIONE

Gentile direttore,
il 24 scorso è apparso sul suo quotidiano un articolo di dal titolo «Soru - De Benedetti, un patto tra favori e affari», nel quale un passaggio parla del Fai - Fondo ambiente italiano - e di supposti favori della Regione Sardegna alla Fondazione, mediante la concessione gratuita a termine del complesso demaniale denominato Batterie Talmone. Spiace che il nome del Fai sia stato evocato in una polemica personale e politica su cui non intendo esprimere un giudizio. Tuttavia è doveroso segnalare che fra le attività della Fondazione vi è anche quella (che noi giudichiamo per varie ragioni una delle più importanti) non solo di conservare, restaurare e aprire al pubblico beni propri, ma anche di occuparsi di beni che appartengono allo Stato o ad altri enti pubblici, e che vengono lasciati in condizioni di degrado e di abbandono. L’intervento del Fai in questo caso è assolutamente prezioso, e può essere senz’altro qualificato come un servizio pubblico, in quanto agisce in surroga a una tutela che la nostra Costituzione demanda alla Repubblica, costituita dall’ordinamento pubblico nel suo complesso statale, regionale e locale.
La prima di queste iniziative è stata concordata con la Regione Siciliana e riguarda una parte importante a carattere naturalistico della Valle dei Templi di Agrigento, ossia il Giardino della Kolymbetra. È seguito l’affidamento da parte dello Stato di Villa Gregoriana a Tivoli: entrambe queste proprietà sono state restaurate e sono oggi messe a disposizione, ovviamente non per mero scopo di guadagno, delle migliaia di persone che la visitano ogni anno, e creano turismo e indotto. Lo stesso interesse ci ha mosso a promuovere la concessione delle Batterie Talmone: collocate in uno stupendo (e preservato) angolo della costa al nord della Sardegna, e prima della concessione al Fai assolutamente abbandonato. Il Fai ha già provveduto a creare un sentiero d’accesso e una segnaletica, mentre il restauro degli edifici è in corso. Aggiungo da ultimo che ogni Amministrazione responsabile è ben lieta delle occasioni che il Fai offre, e anche l’attuale ministro Bondi ha auspicato che questo tipo di iniziative venga effettuato da altri in altri luoghi. Grata per la pubblicazione di questa precisazione, porgo i migliori saluti.


Gentile presidente, nel mio articolo non vi era alcuna critica nei confronti della preziosa, meritoria e ben nota opera che da sempre svolge il Fai in tutta Italia, ma soltanto la volontà di rilevare i legami esistenti tra la sua famiglia, quella di Repubblica-De Benedetti e Soru.
Con molti cordiali saluti