LA PRECISAZIONE

In merito all’inchiesta del Giornale sul patrimonio immobiliare della Dc e sull’ispezione da me disposta al tribunale fallimentare va detto che la questione è delicata e complessa. Sicuramente l’ispezione in oggetto ha preso le mosse da episodi non chiari che erano stati segnalati presso la sezione fallimentare del Tribunale di Roma. Devo peraltro dire che il dottor Schiavon era ed è un esperto nel campo del diritto fallimentare. L’ispezione è stata quantomai opportuna, visti i risvolti disciplinari e penali emersi. È mio dovere però precisare che non ho mai ricevuto alcuna segnalazione né tantomeno pressione dall’onorevole Buttiglione e dall’onorevole Castagnetti. Al Ministero si era a conoscenza che questa ispezione aveva creato molti malumori in molteplici ambienti, atteso che ogni volta le ispezioni del ministro Castelli in molti ambienti, e non solo della magistratura, erano vissute come indebite ingerenze e non come dovere costituzionale.
Non ho mai sollecitato il dottor Schiavon a chiudere in fretta l’ispezione, come peraltro è dimostrato dal fatto che l’incarico è stato esteso più volte, come da lui richiesto. È invece vero che l’ho sollecitato a fare in fretta perché, stante la gravità della questione, era importante che si arrivasse a una conclusione in tempi ragionevoli.
Ribadisco però in maniera assoluta che nessuno è intervenuto presso di me, anche perché era noto che eventuali pressioni non avrebbero sortito alcun effetto.
Sottosegretario di Stato, Ministero Infrastrutture e Trasporti