LA PRECISAZIONE

Con riferimento all’articolo pubblicato sul vostro giornale, il 4 luglio scorso, dal titolo «L’allegra Roma di Veltroni: chi assegna i soldi è lo stesso che li prende», a firma di Massimo Malpica e Gianmarco Chiocci, dove viene più volte citata Banca Popolare Etica, vorremmo chiarire alcuni aspetti. Banca Etica nasce nel 1999 per sostenere l’economia sociale e offrire ai risparmiatori la possibilità di un impiego responsabile del proprio denaro. Il Comune di Roma è socio della banca come altri 300 comuni, 40 province e 9 regioni che hanno scelto, attraverso il sostegno al nostro istituto, di promuovere la possibilità di una finanza etica. Le collaborazioni tra Banca Etica ed Enti Pubblici vengono attivate, anche sulla base di convenzioni, nell’ambito delle specifiche competenze da noi maturate nel sostegno allo sviluppo dell’impresa sociale e delle organizzazioni del Terzo Settore. Pertanto è naturale, e anzi doverosa, la nostra presenza e partecipazione a bandi, concorsi e gestione di finanziamenti che hanno l’obiettivo di creare imprese sociali e sostenerle. Gli incarichi affidati a Banca Etica da parte della Unità Operativa di Autopromozione Sociale del Comune di Roma sono quindi compatibili, e ampiamente giustificati, per il fatto stesso che siamo una banca, e nello specifico per la peculiarità delle nostre competenze. Banca Etica è sostenuta da 28.000 soci, ha un capitale sociale di 20 milioni di euro, una raccolta di circa 450 milioni di euro e sta finanziando 3.000 progetti dell’economia sociale e solidale per circa 340 milioni di euro. L’impegno richiesto al nostro Istituto dalla collaborazione con il Comune di Roma è proporzionale a quello che siamo, una banca piccola ma solida, come testimonia il fondo di garanzia di 250mila euro attivato presso il nostro Istituto. Molto meno di quello affidato ad altri istituti. Non abbiamo invece alcun mandato di amministrazione del citato «fondo rotativo». Ma, al di là dei numeri, ciò che conta è il ruolo di Banca Etica nella costruzione di reti tra imprese, enti e associazioni socialmente responsabili, ruolo che rivendichiamo da quando siamo nati. Per quel che riguarda la gestione di RespET - il centro per tutte le imprese e le Pubbliche Amministrazioni che decidono di adottare comportamenti socialmente responsabili - essa è affidata a quattro partner da sempre impegnati su questi temi: Ati Icea (Istituto di Certificazione Etica e Ambientale), Avanzi Srl, Banca Etica, e Ctm Altromercato. Quanto ad Alessandro Messina, ex-dirigente dell’UO di Autopromozione Sociale ampiamente citato nell’articolo, è socio di Banca Popolare Etica dal 1997, cioè prima dell’apertura della banca quando, volontariamente, migliaia di persone hanno contribuito, con passione, al sogno di una banca etica. Quest’anno Messina si è candidato al Consiglio di Amministrazione della Banca, ma non è stato eletto dall’Assemblea dei Soci tenutasi a Padova il 26 maggio scorso. Infine, non esiste alcuna docenza a carico del presidente di Banca Etica, il dottor Fabio Salviato, al master di Sviluppo locale ed economia solidale della Sapienza.
Direttore Generale
Banca Popolare Etica