A Predappio "I tre giorni del sangiovese"

All’indimenticato enogastronomo, scomparso tre anni fa,
l’Amministrazione di Predappio, primo esempio in Italia, intitolerà la
loggia dei vignaioli, dove si tiene la manifestazione per la promozione
del sangiovese. Con l’acquisto di un calice sarà
possibile degustare, a piacimento, gli ottimi vini delle 9 aziende
presenti

Predappio - Il vino fa parte della nostra cultura. Predappio si appresta a celebrarlo nel modo migliore con una "tre giorni" organizzata nel nome di Luigi Veronelli cui verrà intitolato il loggiato dei vignaioli, che circonda la centralissima piazza Garibaldi. Per ricordare e rendere merito all’illustre enogastronomo, scomparso nel novembre del 2004, l’amministrazione locale ha deciso di dedicargli il luogo simbolo della città, il loggiato, all’interno del quale si terrà, nel week end di fine agosto ( 31- 1 e 2 settembre), la seconda edizione de “I tre giorni del sangiovese” (scarica il programma).

Vino, ambasciatore del turismo Nulla poteva ricordare più degnamente la figura e l’opera dell’insigne storico dei vini se non il sangiovese, elemento fondamentale della cultura e della tradizione locale, tanto che il dialetto identifica, in una sola parola, “e bè”, il bere e il vino. Ma il sangiovese, componente fondamentale del comparto agroalimentare, è anche un fenomenale ambasciatore della propria terra d’origine e si dimostra forza trainante dell’economia, che vede nel turismo e nelle potenzialità del territorio due delle voci più significative. Vino e turismo, il “nettare di Bacco” e la bellezza di Predappio che non è solo patrimonio storico e architettonico, ma città dove la cultura dell’ospitalità è resa ancor più viva dal carattere forte e volitivo dei romagnoli.

“I tre giorni del sangiovese” si propongono, dunque, di esaltare e confermare le grandi opportunità offerte dal territorio e dal suo prodotto principe frutto del famoso vitigno R 24 “nobile, robusto e forte”, capostipite di una generazione di rossi, che hanno conquistato un posto di riguardo nell’alta aristocrazia dei vini.

Arte, cultura e vino di qualità Il “sangiovese grosso” di Predappio (denominazione derivante dalla consistenza della buccia dell’acino) punta, dunque, a conquistare, sul piano istituzionale, mediatico e della comunicazione quel ruolo che già si è guadagnato in fatto di qualità, caratteristiche e proprietà organolettiche.” “I tre giorni del sangiovese” si caratterizzano, inoltre, per l’abbinamento con eventi culturali dedicati all’arte e alla musica, appuntamenti che si sviluppano con un interessante calendario di manifestazioni.

Cinque euro per degustare un calice Al centro dell’attenzione resta comunque il sangiovese, la cui degustazione sarà possibile ogni sera, dopo aver acquistato, a soli 5 euro, un calice con il quale effettuare assaggi a piacimento degli ottimi vini delle aziende vitivinicole aderenti all’Associazione (Cantina Forlì – Predappio, Fattoria Casetto dei Mandorli di Nicolucci, Azienda Stefano Berti, Tenuta Pandolfa, Azienda Roberto Celli, Le Caminate, la Fornace, l’Azienda Condè e la Tenuta Godenza).

Da sottolineare, inoltre, l’opportunità, per i presenti di poter seguire percorsi guidati di avvicinamento al piacere ed alla conoscenza del sangiovese seguendo i consigli di sommeliers professionisti (Giorgio Amadei e Giuseppe Palareti) dell’Associazione Italiana Sommeliers.

Il presidente dei sommeliers Sabato primo settembre, sarà presente anche Terenzio Medri, presidente internazionale dei sommeliers. Insieme col vino non mancheranno i prodotti tipici della gastronomia romagnola e di quella predappiese in particolare: piadina, crescioni, salumi prodotti dalle aziende agrituristiche e soprattutto formaggi, fra i quali meritano una menzione speciale il raviggiolo e il formaggio di grotta di Predappio Alta. Ogni serata sarà, poi, caratterizzata da eventi musicali e dalla mostra collettiva di pittura “Enoarte, l’universo del vino”.