Predatrici e «spietate»: le tartarughe americane

Somigliano ogni giorno di più alle loro voracissime parenti americane, le Tartarughe azzannatrici, e sempre meno alle innocue tartarughine «guance rosse» tenute dai bambini nelle vaschette. Le testuggini d’acqua nordamericane abbandonate nel laghetto di Villa Pamphilj attaccano e divorano anatroccoli e altri uccelli che si posino sull’acqua. A chi chiede di intervenire, il Comune risponde, per bocca dell’Ufficio diritti animali: «Le testuggini sono troppe e non sappiamo più dove metterle». E la Lega italiana protezione uccelli rassicura: «Le anatre più esperte spesso riescono a difendere i loro piccoli dalle tartarughe, colpendolo con il becco». Ma gli uccelli acquatici (e non solo) più giovani o inesperti, finiscono sempre più spesso nelle fauci delle testuggini «guance rosse». Le trachemys scripta elegans (questo il loro nome scientifico), grandi come piatti dopo aver fatto piazza pulita di piccoli pesci, girini, rane, vermi e molluschi, lumache del lago del Belvedere hanno rivolto la loro «attenzione» agli anatroccoli. Li attaccano nuotando sotto la superficie e li tirano sott’acqua, dilaniandoli come piccoli alligatori, incuranti - protette come sono dai loro carapaci - dei disperati colpi di becco degli uccelli. Il numero degli anatroccoli diminuisce ogni giorno di più. Sta avvenendo a Roma quello che già si è verificato negli Stati Uniti e in altri Paesi europei dove queste tartarughine sono state importate, a partire dagli Anni Settanta. Il Comune, sollecitato da molti visitatori, scossi dalla triste fine di tanti anatroccoli, si dichiara impotente. Le testuggini - sottolinea l’Ufficio diritti animali - sono ormai dappertutto: in laghetti, fossati e da anni perfino nel Tevere. Sarebbero ormai centinaia di migliaia (all’inizio degli Anni Novanta se ne vendevano, in tutta Italia, un milione all’anno). Anche se si potessero catturare tutte, non si saprebbe dove metterle. «E dove si trovano - fa notare Monica Cirinnà, delegata ai diritti degli animali del Comune - provocano moltissimi danni, sia alla vegetazione sia agli animali, mettendo in pericolo d’estinzione anche la nostra testuggine palustre». Lo stesso Bioparco ne ospita 4-5mila e non ha più spazio. «Il numero degli abbandoni delle tartarughe nordamericane - sottolinea Fulvio Fraticelli, curatore del Bioparco - cresce ogni giorno. Da quando le testuggini “guance rosse” non si possono più vendere in Italia (nel 1997, anno in cui furono inserite nella lista protetta della Cites, ndr), nei negozi sono arrivate le trachemys guance gialle che poi sono andate ad ingrossare le fila delle tartarughe di Villa Pamphilj. D’altra parte, c’è da dire che anche le anatre che vengono abbandonate da quei genitori che comprano gli anatroccoli ai figli nelle fiere, sono dannosissime per la vegetazione. E pensare che il laghetto di Villa Pamphilj, fino a pochi anni fa, era un’oasi con uccelli come il martin pescatore, l’alzavola e i tuffetti. Poi sono arrivate le nutrie, le tartarughe e le anatre e ora è un deserto».