Predica contro la droga: pusher lo picchia

Ad attirare l’attenzione su di sé è stato proprio lui. Giorgione (che purtroppo nulla ha a che fare con l’omonimo pittore veneto del Cinquecento, ma è solo un tale Giorgio piuttosto grasso e borioso) andava infatti in giro a vantarsi della lezione impartita a quel ghanese che aveva avuto l’ardire di fare il predicatore nella «sua» zona, disturbando così il «suo» traffico di droga. «Pensate: è ancora in ospedale. L’ho quasi ammazzato a forza di colpi di mazza da golf... Così gli passa la voglia di fare il predicatore, di convincere i giovani a lasciar perdere gli stupefacenti. Non è mica il Messia!» sbottava Giorgione in questo e in quel locale come se parlasse di un’impresa epica.
È così che i carabinieri delle stazioni di Porta Magenta e Porta Genova - convinti, l’8 luglio scorso, di trovarsi davanti a un’aggressione a sfondo razziale - l’altroieri hanno arrestato per tentato omicidio pluriaggravato Giorgio «Giorgione» Giurato, 38 anni. È stato questo pluripregiudicato, infatti, quel giorno ad aver ridotto in fin di vita il ghanese Edward «Eddy» Gardner, 53 anni, spedendolo dritto dritto in fin di vita all’ospedale San Carlo da dove è stato poi trasportato al Policlinico e operato d’urgenza. Eddy, infatti, stava compiendo una sorta di opera moralizzatrice tra i ragazzi che popolano i giardinetti tra via Stendhal, via Washington e via Solari cercando di convincerli a non far uso di stupefacenti.
La voce sul predicatore era arrivata a Giorgione che, ritenuto il capo degli spacciatori di hashish di quella zona, proprio mentre si trovava in carcere, meditava vendetta. E, una volta uscito, con l’aiuto di due complici, aveva deciso di dare una lezione a quel ghanese che gli rovinava la piazza e gli affari. All’alba dell’8 luglio, quindi, dopo averlo adocchiato nei giardinetti di via Stendhal, i tre avevano massacrato di botte il povero Eddy, arrivando a spezzargli sulla testa una delle tre mazze di cui si erano serviti per picchiarlo e cercando persino di conficcargli una scheggia di legno nel cranio. Poi Giorgione aveva fatto il giro dei locali della zona per raccontare la sua impresa «leggendaria».
Non sapeva di certo che i carabinieri avevano sguinzagliato nei bar i loro elementi più giovani affinché allungassero le orecchie. E la boria di Giorgione ha fatto centro.