Prediche pro-tasse dal pulpito già nell’800

Egregio dottor Lussana tutto e di tutto potevamo pensare sul nostro Primo Ministro Romano Prodi, ma che arrivasse al punto di sentirsi novello Napoleone in questa nostra povera Patria, questo forse non lo consideravamo. Leggendo tuttavia le cronache di questi ultimi giorni, che narrano del premier che invita i parroci a stimolare i loro parrocchiani a compiere i loro doveri «visco-tributari» mi sono ricordato di un documento che avevo tempo addietro trascritto. Si tratta di una carta conservata nell’Archivio Parrocchiale di Pieve Ligure che così recita nelle sue parti essenziali:
«Impero Francese
Dipartimento di Genova
Circondario di Bogliasco
Il percettore delle contribuzioni dirette al Reverendo Parroco della Pieve di Sori
L’indolenza dei contribuenti di questa Comune a i prescritti pagamenti sulla corrente imposta territoriale mi mette nel dovere di rivolgermi ancora una volta allo zelo rispettabile dei Reverendi parrochi di questo circondario onde si compiacciano nel primo giorno festivo di scuotere nuovamente i loro parrochiani con le analoghe esortazioni su tale materia. (…)
Voglio credere però che le savie insinuazioni di V. S. Reverendo faranno conoscere ad ognuno il proprio dovere, e faranno sì che non abbiano a mettersi in pratica i mezzi che la legge adduce contro i debitori morosi o renitenti. Intanto che ho l’onore di rassegnarle la mia stima perfetta.
Pieve di Sori 14 Novembre 1805
Giuseppe Corsanego percettore»
Essendo ben noto lo scarso entusiasmo col quale i cittadini liguri del neonato Impero francese adempivano ai doveri imposti da un fisco esoso, gli incaricati alla riscossione delle tasse, probabilmente a seguito di direttive emanate più in alto, invitavano i parroci ad esortare dal pulpito i fedeli a pagare le imposte territoriali. Corsi e ricorsi storici: anche oggi un Premier, sentendosi avvicinare la sua Waterloo, si rivolge alle istituzioni religiose per convincere i fedeli al loro dovere di cittadini. Ma perché il signor Prodi non si rivolge direttamente alla Madonna della Guardia, o magari, dalle sue parti, alla Madonna di San Luca? Forse solo un loro intervento potrà evitare il disastro che ci sta preparando.