Predilige Veneto e Friuli ecco dove ha colpito

L’esordio il 21 agosto 1994 alla «Fiera degli osei» di Sacile, l’ultimo episodio lo scorso maggio a Caorle

L’esordio di Unabomber risale al 21 agosto 1994 a Sacile, presso Pordenone: alla «Fiera dei osei» scoppia un tubo pieno di polvere da sparo. L’ultima azione è dello scorso maggio sul molo di Porto Santa Margherita presso Caorle (Venezia), alla foce della Livenza: una bottiglia contenente un foglietto scoppiata in mano a un ventottenne che l’aveva raccolta tra gli scogli e stappata. Il giovane è rimasto ferito alla mano, la fidanzata che lo accompagnava ha avuto una lesione al timpano.
In mezzo ci sono altri 32 casi, a cadenza non fissa ma con una certa regolarità, che hanno ferito 33 persone. La zona è vasta ma circoscritta: due province del Veneto orientale, Venezia e Treviso, e le due province friulane di Udine e Pordenone. Numerose le località colpite, alcune più di una volta. Portogruaro, per esempio: esplosivo nascosto in alimentari comprati in diversi supermercati (2000), ordigni piazzati nel cuscino di un inginocchiatoio nella chiesa di Sant’Agnese (2004). O Motta di Livenza, dove Unabomber nel 2001 piazzò una carica dentro un lumino nel cimitero e nel 2005 fece scoppiare una candela elettrica nel duomo al termine della messa delle 11. La sfida più sfrontata agli investigatori è del 2003, quando Unabomber fece saltare lo sciacquone in un bagno del tribunale di Pordenone.
Lo psichiatra Vittorino Andreoli ha redatto un profilo psicologico del misterioso attentatore: un uomo di mezza età che conduce una vita defilata, solo in apparenza integrata con l’ambiente in cui vive, dotato di buone conoscenze nel campo degli esplosivi, pervaso da fantasie di onnipotenza, che vuole essere ammirato e dimostrare di saper sfidare le autorità. Colpisce nel mucchio in luoghi aperti più volte in pochi mesi per poi ritirarsi per un anno o più.