Predolin: «Troppi ipermercati»

La Coop: mercato saturo I commercianti: tuteliamo i piccoli negozi

Andrea Fontana

Undici ipermercati nuovi in Lombardia, di cui quattro nel milanese nell’ultimo anno: nonostante i consumi per gli alimenti crescano con il contagocce (+0,3 per cento l’aumento della spesa pro capite nel 2004), la febbre da grandi supermercati non si arresta anzi accelera rispetto agli anni precedenti.
«Siamo a livelli di saturazione» spiega Enrico Migliavacca, vicepresidente dell’Associazione nazionale Coop consumatori. Una concentrazione di ipermercati in rapporto agli abitanti praticamente doppia rispetto alla media italiana, secondo il rapporto Coop: 99 metri quadrati ogni mille abitanti lombardi, 93 ogni mille milanesi contro i 50 della media nazionale. «Le nuove aperture di ipermercati sono da farsi con il contagocce: siamo pienamente serviti» spiega il vicepresidente dell’Unione del Commercio, Renato Borghi benedicendo la moratoria regionale di agosto che ha imposto il blocco alle autorizzazioni per nuovi insediamenti fino al 31 marzo 2006. «Gli impatti ambientali sono forti, sia per le strutture che per il traffico, ma c’è anche un effetto negativo sugli esercizi tradizionali costretti a chiudere». Decine i piccoli commercianti che abbassano la serranda all’arrivo di un gigante della vendita al dettaglio: dopo aver provato a sopravvivere, alzano bandiera bianca in media ad un anno e mezzo dall’inaugurazione dell’«iper».
«Se non si tratta di aree completamente esterne e poco coperte, occorre frenare questo andamento a Milano» commenta Roberto Predolin, assessore al commercio di Palazzo Marino, che aggiunge: «Abbiamo perso lo scorso anno circa 500 negozi in più rispetto al 2003, che non sono stati compensati da nuove aperture». Ma Predolin chiede anche ai commercianti milanesi di non restare inerti: «Il negozio deve organizzarsi meglio. In certi settori, ad esempio, esistono piccoli consorzi autonomi fatti da commercianti che comprano a blocchi e fanno magazzino insieme».