La preferenza, unica arma contro i «carusi»

(...) dopo lettera, C-a-r-u-s-o. Ma si è trovato parlamentare solo perchè il suo partito, Rifondazione comunista, l’ha messo in alto nelle liste elettorali. Cioè, siamo passati da un sistema di parlamentari eletti a un sistema di parlamentari nominati. Cioè, i cittadini sono stati espropriati della possibilità di scegliere gli onorevoli. Possibilità data esclusivamente ai partiti. Problema reale e serio molto più di quello dei costi della politica, che pure è un problema, ma non è il principale argomento contro quella che il tormentone dell’estate 2007 ama definire «casta».
Personalmente, io non penso che la politica sia qualcosa di brutto, a prescindere. Anzi, penso che sia qualcosa di alto e nobile. Ma, proprio per essere alta e nobile ha bisogno di rappresentanti scelti per le loro capacità e non per la loro simpatia nei confronti del partito o dei suoi notabili.
Come difendersi da tutto questo? Sperando in un sussulto di dignità e ragionevolezza dei partiti. E poi, non tanto per avere effetti reali, ma per dare un segnale, come ha fatto anche il nostro direttore Maurizio Belpietro, firmando la petizione Un Parlamento di cittadini (notizie sul sito internet www.unparlamentodicittadini.it), in cui si chiede il ripristino della preferenza in caso di sistema elettorale proporzionale o un numero minimo di firme per appoggiare le candidature in caso di sistema elettorale maggioritario. Altrimenti, anche i collegi diventano cooptazione: basta metterci i fedeli in quelli buoni e gli infedeli in quelli perdenti.
Fra tante riforme di cui si parla, quella di ridare la parola ai cittadini mi sembra decisamente la prima. Se proprio Caruso deve essere onorevole, che lo sia almeno perchè l’ha deciso un numero congruo di elettori. Non perchè Fausto Bertinotti pensava fosse una bella idea.